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''Diritto degli stranieri'', un volume e un cd rom con i testi integrali delle leggi

16 febbraio 2004

FIRENZE - “La condizione degli immigrati in Italia oggi? Un ginepraio di diritti e doveri che anche per gli addetti ai lavori è difficile interpretare.” Secondo il costituzionalista Paolo Bonetti, docente di istituzioni di diritto pubblico e regionale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, proprio di questo disordine vuole dare atto il volume “Diritto degli stranieri” offrendo un quadro oggettivo, puntuale e analitico al tempo stesso, dell’attuale situazione normativa. Il libro – presentato venerdì a Firenze presso la Sala Affreschi del Consiglio regionale – edito da Cedam, è stato curato da Bruno Nascimbene, docente di diritto internazionale all’Università degli Studi di Milano, e vanta contributi dello stesso Bonetti insieme a saggi illustrativi di altri docenti, ricercatori, avvocati, magistrati. In quasi 1300 pagine – più un consistente cd-rom che raccoglie i testi integrali ed aggiornati delle norme legislative e regolamentari vigenti – l’opera tiene conto dell’evoluzione fino alla legge Bossi-Fini toccando gli aspetti cruciali di una materia ostica, dalla disciplina del lavoro alla tutela dell’unità familiare e dei minori, dall’accesso a sanità, istruzione, alloggi, alla regolamentazione del diritto d’asilo e status di rifugiato. Uno strumento importante, non solo per specialisti e operatori giuridici, “che mette in luce tanti nodi problematici della normativa – ha commentato il Prof. Paolo Caretti, docente presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Firenze –: in primo luogo la mancata abrogazione, da parte del Testo Unico del 1998, della clausola di reciprocità (sulla base dell’art.16 delle preleggi al codice civile, per quanto riguarda la possibilità dello straniero di godere dei diritti civili attribuiti al cittadino), inoltre il mancato rispetto della garanzia di riserva giurisdizionale (l’art.10, comma 2°, della Costituzione stabilisce che la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e trattati internazionali), che ha dato spazio all’ampliamento della discrezionalità amministrativa. Bisogna sottolineare anche la scarsa tenuta della disciplina dei flussi migratori, che mal si è combinata con l’andamento domanda-offerta del mercato e ha costretto a ripetute sanatorie”. Stiamo attenti – ha suggerito Don Andrea Bigalli, vice direttore Caritas di Firenze – “al fatto che ‘più leggi’ non significa necessariamente ‘più legge’. L’inserimento di uno straniero nel percorso verso la cittadinanza passa per l’acquisizione dei diritti essenziali, e non si può dire che questi ci siano finchè si parla di immigrati come merce-lavoro. Siamo sicuri che al titolo del volume – Diritto degli stranieri – non vada aggiunto un punto interrogativo? La cosa certa è che la messa in discussione dei diritti di qualcuno comporta l’indebolimento dei diritti di tutti”. “Non c’è punto interrogativo – ha ribattuto Paolo Bonetti – perchè nel libro riportiamo il diritto oggettivo, con un approccio tendenzialmente scientifico, in una materia soggetta ad aggiornamenti continui. Oggi siamo a questo punto perché per 50 anni la Costituzione – la riserva di legge di cui all’art.10 – non è stata applicata, e si è arrivati al disordine e ad una politica schizofrenica”. Strumenti e risorse non “devono arrivare solo dalla legge – ha aggiunto Angelo Passaleva, Assessore regionale alle politiche sociali – ma anche dagli enti locali e dall’associazionismo. Non di meno un volume come questo ci sarà utile per la nuova normativa sull’immigrazione, che sarà approvata entro la fine della legislatura.”(sm)

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