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L'Istituto degli Innocenti aderisce a NoUtopia, associazione che promuove l'abolizione totale della violenza

18 febbraio 2004

FIRENZE - Il Consiglio di amministrazione dell'Istituto degli Innocenti, all'unanimità, ha approvato l'adesione dell'ente a NoUtopia, l'associazione per l'abolizione totale e spontanea delle armi e della violenza in ogni sua forma. All'iniziativa ha aderito ieri anche la Regione Toscana, con un cerimonia nella sala della Giunta, mentre sono già numerosi i Comuni toscani che hanno deciso di partecipare alla campagna di sensibilizzazione lanciata da NoUtopia. L'associazione, apolitica ed aperta a enti, associazioni e privati cittadini è stata fondata circa un anno fa dal professor Fabrizio Mori, noto paletnologo che nel 1955, in Libia, nel Sahara, scoprì la più imponente galleria di arte rupestre della storia dell'umanità. Agli interessi archeologici Mori ha affiancato da tempo un forte impegno sociale a favore dei ragazzi in difficoltà. La sua casa nelle campagna di Trequanda (Siena) è diventata un centro di accoglienza per minori.
L'Istituto degli Innocenti ha accolto l'invito di Noutopia, accettando di sottoscrivere gli intenti di pace e non violenza dell'associazione e il proposito di diffondere un movimento di opinione a favore del disarmo unilaterale. L'Istituto degli Innocenti, fra l'altro, collabora da vari anni con il Ministero degli Affari Esteri in un progetto delle Nazioni Unite per la creazione di una banca dati europea sugli interventi a favore dei bambini coinvolti nei conflitti armati. “L'obiettivo di promuovere l'abolizione totale e spontanea delle armi e della violenza in ogni sua forma è coerente con tale progetto e con ogni tipo di intervento teso a garantire un futuro migliore alle giovani generazioni. – si legge in una nota - L'Istituto collaborerà a iniziative di divulgazione per sostenere l'Associazione e gli obiettivi che si propone”. L'associazione fondata da Mori si chiama NoUtopia "perché questa non è un sogno irrealizzabile. E non è nemmeno una rivoluzione", dice il paletnologo. "È semplicemente una cosa possibile". L'obiettivo dell'associazione è di sviluppare un movimento di opinione che sensibilizzi le coscienze e inneschi delle iniziative concrete per riconvertire la produzione delle armi. All'appello dell'associazione lanciata da Mori hanno risposto in pochi mesi cinque comuni: Trequanda, Rapolano Terme, Monticiano, San Giovanni d'Asso e il comune siciliano di Scicli. Tutti d'accordo a entrare a far parte del gruppo di coloro che non vogliono più sentire parlare di armi sulla faccia della Terra. Recentemente hanno aderito anche Torrita di Siena, Castellina in Chianti e anche l'associazione nazionale di scout laici C.N.G.E.I. , Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani.

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