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Pisa ospita la seconda tappa del progetto ''Sportrio II'': attesi giovani disabili da 8 paesi europei

23 febbraio 2004

PISA - Insieme nello sport e nell’amicizia oltre ogni barriera. Con questo spirito quasi 100 ragazzi disabili fisici e mentali – italiani e da altri 7 paesi europei – invaderanno il prossimo 29 febbraio il Palasport di Pisa per comunicare e condividere emozioni giocando a basket, tirando di scherma, e anche con il judo, le bocce, l’atletica ed il tiro con l’arco. E’ quanto prevede “Sportrio II” – Gare non competitive per giovani disabili – seconda edizione (la prima si è svolta negli anni 1999-2000) di un progetto cofinanziato dalla Commissione Europea – DG Educazione e Cultura, nell’ambito del Programma “Youth” – e che vede coinvolti, oltre all’Italia rappresentata dalla Provincia di Pisa, Belgio, Finlandia, Spagna, e poi Estonia, Slovacchia e Slovenia (tre dei 10 nuovi Stati che entreranno il primo maggio) e Romania come paese candidato. Lo sport senza competizione come strumento di confronto, integrazione e scambio di culture, per consentire a ragazzi con maggiori difficoltà di andare oltre la diversità ed arricchire le relazioni con i propri coetanei. Quella pisana è la seconda tappa di Sportrio II, partito nel novembre 2003 dalla Finlandia che ha accolto 13 ragazzi italiani. Nel mese di maggio il paese ospitante sarà la Romania, in giugno la Spagna, per arrivare alla conferenza conclusiva a novembre in Slovenia. Le delegazioni dai 7 paesi arriveranno nella città della Torre Pendente il 27 febbraio, ricevute dal Presidente della Provincia, il giorno successivo si svolgerà la presentazione ufficiale del progetto in presenza delle autorità cittadine e domenica 29 si apriranno i giochi al Palasport. Ma non sarà presente solo la vecchia – e nuova – Europa. Pisa ospiterà anche tre giovani disabili provenienti dal Togo nell’ambito del “Progetto Africa”, iniziativa non prevista nell’impostazione originaria di Sportrio, resa possibile da un’autorizzazione straordinaria della Commissione Europea e dalla collaborazione della ong “Handicap International”. Nel Togo vivono circa 4milioni e 500 mila persone, 300mila si trovano in una condizione di disabilità fisica o mentale. L’emergenza più grave si chiama poliomielite, oltre a ciò “incidenti stradali frequenti e un sistema ospedaliero carente – dice Anne Storz, Coordinatrice Generale di Sportrio II – fanno si che per migliaia di ragazzi l’unica strada sia l’amputazione degli arti. In più la disabilità è vista come una sorta di maleficio, i giovani così vivono segregati nelle case e malnutriti, e dopo la morte dei genitori vengono abbandonati a loro stessi, vittime della povertà e del disprezzo degli altri. Questi tre ragazzi che arriveranno avranno una piccola ma preziosa occasione per vivere una realtà diversa e portarla nel loro paese”. Le attività sportive del 29 si concluderanno con la cerimonia di premiazione presso la Stazione Leopolda, e le delegazioni lasceranno l’Italia il primo marzo, non senza una visita a Piazza dei Miracoli e alla sua Torre. (sm)

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