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Convegno sull’intercultura a Firenze: tutte le esperienze delle scuole italiane a confronto. Sei documenti finali con i tanti spunti scaturiti dai tre giorni di lavoro

01 marzo 2004

FIRENZE - Tutte le esperienze di intercultura delle scuole italiane, a partire da quella fiorentina dei centri di alfabetizzazione, si sono confrontate per tre giorni al Convitto della Calza per il convegno "Se la scuola incontra il mondo" organizzato da Anci Toscana e assessorato alla pubblica istruzione del Comune di Firenze. Sono state 670 le persone iscritte al convegno e provenienti da tutte le province della Toscana e da tutte le regioni italiane, da Roma a Milano, da Venezia a Bari, da Perugia a Messina. Sono state rappresentate dai delegati anche due città straniere, Madrid e Ginevra. Tra dibattiti, confronti e seminari sono nati sei documenti che affrontano, grazie all'incontro di più competenze ed esperienze, i sei temi guida del convegno: lingua italiana e lingua di origine, la storia e le altre storie, accoglienza e mediazione, regole e diritti, religione e religioni, lettura e intercultura.

"Sono documenti di grande importanza scaturiti dal lavoro di questi giorni intensi di confronto e di dialogo – ha sottolineato l'assessore alla Pubblica Istruzione, Daniela Lastri - un piccolo patrimonio che vogliamo valorizzare e fare conoscere agli insegnanti e agli studenti delle nostre scuole perché l’intercultura sia un impegno determinante nel percorso didattico e nei progetti educativi”. Molti gli spunti che il convegno ha offerto per la costruzione di curricula scolastici dove la storia, ad esempio, venga insegnata in modo diverso, con un'ottica che allarga l'orizzonte dalla centralità dell'Europa alle vicende dei popoli attraverso il modificarsi della realtà dei paesi. Lo stesso discorso vale per la lingua: una delle proposte emerse dal convegno, infatti, riguarda la possibilità di insegnare a scuola, accanto a una lingua comunitaria, una di un paese non appartenente all'Unione europea.
“I centri di alfabetizzazione che fanno di Firenze una città dell'accoglienza, capace di avviare percorsi didattici e di inserimento scolastico per centinaia di bambini stranieri - ha concluso l'assessore Lastri - sono stati acquisiti come modello da reinterpretare e applicare a seconda delle realtà territoriali. A Firenze, insieme ai centri, continueremo a costruire iniziative per insegnare l'intercultura attraverso la lettura, con l'adozione dei libri di popoli diversi, e la conoscenza delle altre culture”.

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