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Servizi sociali grazie ai finanziamenti Ue per l'agricoltura in Toscana. Realizzati asili nido, ludoteche e centri anziani

02 marzo 2004

FIRENZE – Grazie ai fondi comunitari per l'agricoltura in Toscana a partire dal 2000 sono stati realizzati servizi sociali per le popolazioni delle aree rurali. E proprio su questa strada il governo regionale intende procedere, “nella consapevolezza che il futuro dell'agricoltura stia dentro un impegno complessivo per lo sviluppo delle aree rurali che abbracci anche gli aspetti ambienti, sociali, culturali”. Lo ha sottolineato l'assessore all'agricoltura Tito Barbini, intervenendo questa mattina alla presentazione della conferenza regionale che venerdì e sabato prossimi, a Volterra, farà il punto sui servizi socio-assistenziali nelle aree rurali.

"Quello toscano - ha spiegato Barbini - è uno dei pochi piani in Italia, se non l'unico, ad aver previsto investimenti pubblici per potenziare le reti di protezione sociale nelle aree rurali, per ridurre i disagi, per avvicinare importanti servizi a cittadini in passato troppo spesso trascurati, per prevenire situazioni di crisi e di emarginazione. Anche questa era una scommessa, oltre che una priorità, di questa legislatura, nell'ambito di un impegno complessivo per bloccare tendenze allo spopolamento e all'invecchiamento che vengono da lontano e che, pur in presenza di alcuni significativi dati in controtendenza, rimangono ancora nette nei comuni montani e nei comuni più lontani dai centri urbani. Creare servizi, al contrario, significa garantire il futuro ad importanti comunità".

In questo contesto, il Piano di sviluppo rurale, con il primo bando sulla misura 9.4, è riuscito a finanziare già 35 progetti con un contributo pubblico che è arrivato fino al 100 per cento dell'investimento. Così, con una spesa superiore ai 6 milioni di 270 mila euro, è stato possibile avviare nuovi servizi in gran parte delle aree rurali toscane: asili nido e ludoteche, laboratori di informatica e centri teatrali, strutture per l'inserimento lavorativo dei disabili, centri anziani, immobili per il turismo sociale, servizi di fisioterapia o di consegna pasti a domicilio. Attualmente è in corso l'istruttoria per le domande presentate sul secondo bando, che consentirà di arrivare a quasi 9 milioni di euro di contributi pubblici. "Il successo di questa misura - ha concluso l'assessore - è un segnale importante della volontà del governo regionale di andare incontro alla richiesta di servizi provenienti da aree in cui l'agricoltura, in una veste multifunzionale, possa continuare o ritorni a svolgere il ruolo di motore dello sviluppo economico. E' anche un ottimo esempio di integrazione delle politiche, un'esperienza che vogliamo far conoscere e proseguire. E' un quadro positivo, che ci incoraggia a ragionare ulteriormente sui sostegni più efficaci per lo sviluppo delle aree rurali, pensando per esempio a sinergie e percorsi di collaborazione anche con le imprese agricole".

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