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Passaleva (Assessore politiche sociali Toscana): ''Cani guida: giusto inserirli tra gli ausili gratuiti dispensati dal Servizio sanitario''

03 marzo 2004

FIRENZE - “E’ giusto che i cani guida per i non vedenti siano introdotti tra gli ausili gratuiti dispensati dal Servizio sanitario. La giunta toscana appoggia la richiesta dell’Unione italiana ciechi. Ma sarebbe anche giusto, forse, che lo Stato sostenesse finanziariamente l’attività della nostra Scuola Cani Guida di Scandicci, che già ora tutti gli anni addestra una cinquantina di cani e li distribuisce ai non vedenti di tutta Italia”. Lo sottolinea l’assessore alle politiche sociali e vice presidente della Regione Toscana Angelo Passaleva, che in sostegno alla richiesta formulata oggi a Roma dall’Unione Italiana Ciechi ha deciso di scrivere una lettera al ministro Sirchia.

Il cane guida è uno strumento essenziale per l’autonomia di alcune persone, ha spiegato l’Uic, perché dunque non inserirlo nel cosiddetto nomenclatore tariffario? La scuola toscana sorge a Scandicci, in una vecchia casa colonica circondata oggi da palazzi. E’ stata fondata nel 1929 - a volerla fu l’Unione Italiana Ciechi – è una delle più antiche al mondo e dal 1979 è gestita dalla Regione, con fondi appunto completamente regionali. Dal 1995 ad oggi ha consegnato ai non vedenti di tutta la penisola oltre 350 cani: labrador, golden retriever e pastori tedeschi.

“La scuola – aggiunge Passaleva – è in fase di ristrutturazione. Stiamo dando vita ad un’agenzia, che riunirà anche la stamperia Braille: un’altra struttura toscana unica, la sola pubblica in tutta Italia, capace di tradurre in braille ogni anno 50 mila pagine e 100 nuovi titoli che si aggiungono ai 4.500 che già figurano in catalogo, grtuiti per gli studenti toscani. Questa agenzia permetterà di accrescere le potenzialità della scuola, che già oggi conta tredici istruttori e trenta dipendenti. E potremo dunque far fronte anche ad ulteriori richieste”. In Toscana i non vedenti sono oltre cinquemila, in Italia almeno centomila. In tutto il mondo se ne stimano invece 50 milioni. E due su tre sono donne.

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