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Il 18 marzo si insedia a Addis Abeba il primo Parlamento panafricano. Pensato sul modello europeo avrà una Corte di giustizia e una banca centrale. 811 milioni i cittadini rappresentati

11 marzo 2004

In esclusiva da News from Africa

NAIROBI - L’Africa sta per dare vita al suo primo parlamento panafricano, che nascerà il prossimo 18 marzo a Addis Abeba, in Etiopia. L'Unione Africana (Ua), pur accogliendo con soddisfazione questa novità, ammette però che c'è ancora molto lavoro da fare prima che il nuovo parlamento cominci a funzionare davvero. “Per noi questo è un passo in avanti estremamente importante – ha spiegato il portavoce dell’Ua, Desmond Orjiako – perché darà a tutte le persone la possibilità di avere a disposizione uno spazio pubblico in cui esprimere le proprie opinioni. Questo è il primo organismo del genere a essere creato e permetterà alla gente di incidere in qualche modo sulle scelte che la riguardano”.
Il parlamento, che sarà composto da cinque rappresentanti per ogni nazione, avrà sede ad Addis Abeba. Il Kenya ha già nominato in sua rappresentanza cinque membri del suo attuale parlamento nazionale, tre dei quali fanno parte della maggioranza al governo, la National Rainbow Coalition (Narc), e due dell'opposizione.

Il parlamento, creato sul modello di quello europeo, è destinato a diventare uno strumento di governo cruciale dell'Ua e a giocare un ruolo fondamentale nel processo che darà forma al futuro del continente. Allo stesso tempo, il nuovo organismo avrà anche un ruolo importante nell’ambito del controverso sistema di “scrutinio paritario”, per cui i leader africani si ritengono mutuamente responsabili per la propria leadership.
I funzionari dell’Ua sottolineano, tuttavia, che intendono evitare le trappole con cui spesso ha dovuto fare i conti il parlamento europeo a causa delle opinioni contrastanti dei parlamenti nazionali. “Il parlamento panafricano sarà un organismo con pieni poteri dal punto di vista legislativo – ha spiegato Orjiako – Ogni Stato membro nominerà i suoi rappresentanti con elezioni che si terranno in ciascun paese”.
Il portavoce dell’Ua ha precisato, però, che il parlamento “nei primi cinque anni avrà solo poteri consultivi. In questa prima fase, perciò, non potrà promulgare delle leggi. Attraverso questo periodo di prova di cinque anni, stiamo cercando di evitare i problemi con cui hanno dovuto fare i conti altri parlamenti di questo tipo”. Orjiako ha aggiunto che la rappresentanza di ciascuno Stato membro deve anche riflettere la diversità delle opinioni politiche presenti in ogni parlamento nazionale. Il parlamento panafricano lavorerà in stretta collaborazione con i parlamenti delle comunità economiche regionali e con i parlamenti nazionali degli Stati membri. Con essi, inoltre, ogni anno darà vita a dei forum consultivi per discutere questioni di interesse comune.

L’Ua vuole fare in modo che il parlamento non finisca per essere un organismo senza poteri reali, come avvenuto nel caso dell’Organizzazione per l’Unità Africana (Oua), sciolta definitivamente nel 2002. “Dopo la fase di avvio, avrà la possibilità di promulgare delle leggi e di coordinare la legislazione dell’intero continente – ha sottolineato Orjiako – Le sue decisioni scavalcheranno quelle prese dai parlamenti nazionali, e tutti dovranno rispettarle”.
Nella sostanza, secondo l’Ua, il parlamento assicurerà il coinvolgimento di tutti i cittadini africani nel processo legislativo che avrà un impatto sul loro futuro. L’Ua è formata da dieci organismi principali, tra i quali il parlamento riveste uno dei ruoli più cruciali. Un Consiglio per la Pace e la Sicurezza potrà intervenire per prevenire crimini contro l’umanità nei paesi africani. E una Corte di Giustizia avrà giurisdizione sugli Stati membri, mentre una Banca Centrale coordinerà un’unica politica economica per tutto il continente.

La carenza di risorse finanziarie è stata spesso all’origine dei molti problemi con cui a dovuto fare i conti la defunta Oua, ma Orjiako ha minimizzato la portata degli ostacoli di carattere economico. L’Ua è convinta che grazie alle sue grandi dimensioni, cir

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