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Indetta per il 4 giugno una manifestazione nazionale contro i Centri di permanenza temporanea. I promotori: ''Invitiamo le province e le regioni dove i Centri non esistono a non accettare la costruzione di questi lager''

05 aprile 2004

FIRENZE - Una manifestazione nazionale contro i Centri di permanenza temporanea, il 4 giugno. La mobilitazione è stata indetta dai gruppi e dalle associazioni che lottano per i diritti dei migranti, primi tra tutti i Missionari Comboniani, riuniti a Firenze la scorsa settimana. Ora l'invito, a sottoscrivere l'appello e a scendere in piazza, è rivolto a tutte le associazioni, gruppi, comunità: l'appuntamento è davanti alla Questura, alla Prefettura, ai Cpt o in altri luoghi significativi di ogni città d'Italia, alle 11 del mattino. Hanno già dato la loro adesione la Comunità Le Piagge (Firenze),  Tam-Tam per Korogocho (Rovereto-Trento), Comitato delle Associazioni Per la Pace e i Diritti Umani (Rovereto-Trento),  Rete Antirazzista (Venezia), Agorà (Portici-Napoli), Associazione La Pulce (Venegono Superiore-Varese), Dipartimento Immigrazione Prc  (Roma), Padri Sacramentini (Caserta), Torino Social Forum  (Torino), Todo Cambia (Milano), Medici del Mondo (Firenze), Pax Christi (Roma), Laici Comboniani (Palermo).

 

"Non possiamo rimanere indifferenti a quello che succede attorno a noi - hanno sottolineato in un comunicato le diverse associazioni - ed è per questo che indiciamo la manifestazione nazionale contro i Cpt, per la loro soppressione. Invitiamo le province e le regioni dove i Centri non esistono a  non accettare la costruzione di questi lager". Attualmente, aggiungono, sono una quindicina le strutture in funzione, ma il Ministero ne prevede di nuovi in altre Province. "Nel nostro tempo l'immigrazione è un autentico affare economico per molte associazioni e gruppi – spiegano. Il Ministero affida la gestione interna dei Cpt a Cooperative e Associazioni che diventano collaboratrici di questo programma e conniventi con questo metodo oppressivo. L'opinione pubblica non può ignorare quello che succede spesso vicino a noi, come si ripetano meccanismi di discriminazione e di autentica oppressione dei più deboli e dei più emarginati all'interno della nostra società. Gli immigrati sono oggi i ‘nuovi schiavi’, che la nostra società usa quando conviene e butta quando non servono più".

 

Al mondo occidentale, proseguono, conveniente infatti un mondo di irregolari facilmente usabili sul mercato del lavoro sommerso e produttori di benessere economico. “La mancanza di autentici percorsi di inserimento culturale e sociale, la mancanza di progetti di qualifica professionale – concludono - rendono estremamente vulnerabili gli immigrati che malauguratamente possono cadere vittima della criminalità organizzata”. E, ritornando ai Cpt, lavorare per loro diventa difficile: “I Medici senza Frontiera, dopo un'accurata indagine, in un loro dossier hanno denunciato l'abuso e la situazione degradante in cui sono tenuti gli immigrati nei Centri. Ciò ha provocato da parte del Ministero e degli uffici competenti la decisione

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