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Stanziati 300mila euro in tre anni per sostenere il volontariato: siglata intesa tra la Regione Toscana ed il Cnv

15 aprile 2004

FIRENZE - 300mila euro in tre anni, fino al 2006, per qualificare il volontariato, monitorare il mondo del terzo settore e sostenerlo attraverso una promozione anche culturale. “Un’intesa che consentirà di raccogliere dati importanti pure a chi deve operare delle scelte – sottolinea il vice presidente ed assessore alle politiche sociali della Toscana, Angelo Passaleva – visto che chi vive a quotidiano contatto con le tante situazioni di miseria che caratterizzano il nostro periodo storico, è il soggetto più capace di suggerire le strade dell’efficacia. E i volontari lo fanno tutti i giorni.”. Sono i contenuti e gli obiettivi del protocollo d’intesa firmato stamani tra la Regione Toscana ed il Centro nazionale per il volontariato, che ha sede a Lucca e coinvolge oltre 500 fra istituzioni e associazioni, costituendo l’organizzazione di più ampia rappresentatività della realtà del settore no-profit. A firmare il testo, nella saletta della giunta in Consiglio regionale a Palazzo Panciatichi, c’era per il Cnv l’onorevole Maria Eletta Martini. Centoventimila euro, dei trecentomila totali impegnati, sono stati stanziati dalla Regione per il 2004, altri centomila per il 2005 e gli ultimi 80mila nel 2006. “Il volontariato – ha commentato Passaleva – è qualcosa di alternativo nel contesto sociale  che caratterizza il nostro tempo. Oggi tutto sembra in vendita e tutto sembra avere un prezzo, sullo sfondo di un sempre più potente mercato unico globale. I volontari, con la loro azione a servizio dei più deboli, dimostrano che non è esattamente così e che c’è ancora spazio per la cultura della gratuità”.“Il volontariato è un mondo fatto da  tanti volti e storie diverse – ha aggiunto l’assessore – Sintonizzarsi con i giusti decoder sulle frequenze delle loro antenne è un dovere delle istituzioni pubbliche, che non devono comunque abdicare o farsi sostituire, né far svolgere ai volontari funzioni delegate, bensì costruire assieme a loro un modello di welfare capace di non tradire le grandi attese di giustizia”. La solidarietà organizzata in Toscana rappresenta oramai un fenomeno secolare e radicato, capillarmente diffuso e ben distribuito. Il volontariato toscano sta però cambiando negli ultimi tempi: sia a livello regionale sia a livello locale si registra un importante avanzamento della qualità della sua presenza. E più qualità significa anche migliori servizi ai cittadini. Proprio per facilitare questi investimenti a settembre dell’anno scorso la Regione ha dato vita, assieme a FidiToscana e al Cesvot, ad un fondo di garanzia che ha reso più semplice per le associazioni del terzo settore ottenere un prestito dalle banche. Gli ultimi rilevamenti parlano di 2655 associazioni aderenti al Cesvot  in Toscana (altri 1200 non ne fanno invece parte) presenti nell’84% dei comuni, capaci di mobilitare un milione di abitanti. Solo nel settore sociale e sanitario sono 116.000 i volontari, che si fanno carico di 225.000 persone e lavorano in una settimana come 8700 impiegati a tempo pieno (sm)

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