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In 2 anni ben 168 mamme ospitate a Pisa presso ''L'Isola che c'è'', casa alloggio per madri di bambini nati prematuri o con patologie al reparto di Neonatologia dell'Ospedale cittadino S.Chiara

19 aprile 2004

PISA - 170 mamme sull’“Isola che c’è”. E’ ad oggi esperienza unica in Italia quella della Casa Alloggio, nata a Pisa nel 2002 per accogliere le madri di bambini ricoverati - perché prematuri o portatori di gravi patologie - al reparto di Neonatologia dell’Ospedale cittadino S.Chiara, struttura di terzo livello in grado di offrire cure intensive. In poco più di due anni di attività la Casa ha ospitato 168 madri provenienti non solo da Pisa ma anche dalle altre province toscane, da altre regioni e dall’estero.

 

L’ “Isola che c’è”, annessa al reparto di Neonatologia, nasce con uno scopo preciso: consentire alle madri di rimanere accanto ai propri figli e allo stesso tempo di vivere con più serenità una degenza ospedaliera che può protrarsi anche per alcuni mesi. L’iniziativa si inquadra nell’ambito di un progetto ampio e ambizioso di “presa in carico” delle famiglie dei bambini ricoverati, nell’intento di accompagnare all’intervento sanitario rivolto ai neonati un sostegno sociale e psicologico dei genitori, capace di incidere sull’insieme delle problematiche legate alla nascita prematura o patologica. Un progetto che è vera espressione di un sistema integrato di servizi alla persona, attraverso la collaborazione tra Provincia di Pisa, Apan (Associazione Pisana Amici del Neonato onlus, nata dall’esperienza di genitori che hanno vissuto la nascita prematura dei propri figli), Azienda Usl 5, Azienda Ospedaliera, Conferenza Sindaci Area Pisana, associazioni e cooperative socioassistenziali specializzate.

 

Il gruppo di lavoro (operatori con esperienza nel settore, medici e infermieri che condividono gli orientamenti delle associazioni partecipanti) agisce sia all’interno dell’ospedale, fornendo consulenza ed informazione anche alle donne a rischio di parto prematuro, sia all’interno della casa alloggio. Nel reparto di Neonatologia gli operatori sono di fronte al compito più difficile: andare incontro ai sentimenti dei genitori, cercando di abbattere le difese e le barriere che in questi casi possono ostacolare un rapporto equilibrato tra il neonato e la coppia. E’ qui che il colloquio individuale, di coppia, o di gruppo, possono davvero aiutare le famiglie a diventare più consapevoli della realtà. Un sostegno di questo genere migliora la qualità della vita del neonato, valorizza il rapporto con i genitori, aiuta la relazione con il personale medico. Inoltre le famiglie ricevono informazioni ed orientamento per l’accesso ai servizi sociali del territorio, l’attivazione delle reti primarie e secondarie, la capacità di muoversi sulla zona di provenienza soprattutto in caso di patologie alla nascita. Anche all’interno della casa-alloggio sono proposte consulenze individuali e non, di orientamento sociale o di sostegno psicologico.

 

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