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Undicimila immigrati in provincia di Pistoia, in primo piano albanesi (44%) e marocchini (12%). Per loro la provincia attiva un ''centro antidiscriminazione''

21 aprile 2004

PISTOIA - Sono circa 11mila gli immigrati residenti in Provincia di Pistoia, secondo i dati dell’Osservatorio Sociale a fine 2002. Il gruppo etnico più consistente è quello albanese (44%), seguito dal marocchino (circa 12%). La presenza immigrata è cresciuta notevolmente nell’arco di pochi anni, se si pensa che nel ’97 si assestava intorno alle 4.300 unità.

Per agevolare l’inserimento di queste persone in un contesto di vita nuovo, è attivo da ieri presso la sede della Provincia il “Centro Antidiscriminazione”, un servizio sperimentale a conclusione di un percorso verso l’integrazione degli immigrati, che ha visto coinvolte anche le Province di Prato e Firenze.

 

E’ la prima realizzazione concreta in Toscana di un’iniziativa più ampia, prevista nell’ambito del progetto “Immigra”, approvato dalla Regione e coordinato dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Pistoia per sviluppare azioni di sistema rivolte alla popolazione extracomunitaria. Il Centro sarà aperto ogni martedì dalle 15,30 alle 18, un avvocato e alcuni operatori dell’Osservatorio Provinciale forniranno un servizio di informazione, assistenza e consulenza legale alle persone vittime di discriminazioni per motivi etnici, razziali o religiosi. Un servizio che vede coinvolti Comuni, Prefetture e associazioni di volontariato, nell’intento di rendere effettivi principi di parità, uguaglianza, pari opportunità.

 

Le attività specifiche del Centro riguarderanno la consulenza diretta con l’utenza, per la prima assistenza e la conoscenza delle fattispecie discriminatorie; la creazione di una rete per acquisire le informazioni presso Comuni, altri enti pubblici, associazioni ed enti del terzo settore che operano con gli immigrati, l’avvio di un archivio informativo di raccolta, lo studio delle informazioni raccolte e la predisposizione di conseguenti azioni di intervento.

I soggetti coinvolti, Provincia, Comuni, Prefetture ed associazioni firmeranno a breve un protocollo d’intesa per definire le linee d’azione da seguire nella sperimentazione. La prospettiva è quella di arrivare all’attivazione del Centro non solo nelle altre province (in primis Prato e Firenze) ma anche a livello regionale. (sm)

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