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Provvedimento di espulsione contro un cittadino marocchino, a Lucca da 14 anni come mediatore culturale. Associazioni mobilitate contro ''l'indifferenza delle istituzioni e la violazione dei diritti umani''

28 maggio 2004

LUCCA - “Il provvedimento di espulsione intimato al cittadino immigrato Salah Chfouka, rappresentante della comunità marocchina a Lucca da 14 anni, è un fatto grave, ingiustificato, inaccettabile, indice del progressivo deterioramento delle relazioni tra cittadini migranti ed istituzioni locali, in particolare la Questura”. Arriva forte da Lucca la mobilitazione di cittadini ed associazioni per esprimere solidarietà a Salah Chfouka e agire in difesa di tutti gli immigrati costretti a vivere “schiacciati da leggi razziste e pastoie burocratiche”, in una situazione di totale indifferenza da parte delle istituzioni e di violazione dei più elementari diritti umani.

Salah Chfouka, originario del Marocco e in Italia da 15 anni, da 14 vive e lavora a Lucca come traduttore e mediatore culturale, rappresentante dell’Islam laico e della comunità marocchina in Toscana, nonché dell’Aimac (Associazione Italia-Marocco di amicizia e cooperazione). Nei giorni scorsi l’uomo è stato raggiunto da un provvedimento di espulsione – i cui fondamenti risultano oscuri a fronte di un rinnovo di permesso di soggiorno richiesto secondo le normali consuetudini – e privato di documenti personali, quali carta d’identità, patente, tesserino della Camera di Commercio, indispensabili per il lavoro e la vita quotidiana. La vicenda appare dunque emblematica di un contesto in cui i cittadini immigrati si trovano a fronteggiare file disumane davanti alla Questura e tempi d’attesa di tre-quattro mesi per rinnovare i permessi di soggiorno, in contrasto con le stesse indicazioni di legge che prevedono un lasso di 20 giorni.

 

L’appello per una radicale inversione della tendenza attuale, in nome “della legalità, dignità, fraternità e dei diritti di cittadinanza per i cittadini immigrati” vede come primi firmatari Aimac, Arci, Associazione Marocco Insieme, Associazione Senegalese, Associazione Tunisia 2000, Cgil, Ceis, Cittadinanzattiva, Coordinamento lavoratori immigrati Cgil, Cooperativa sociale Extraordinaire, Cooperativa Creaimpresa, Ghibli, Manitese di Lucca, Unione democratica dei marocchini in Toscana. Il gruppo di associazioni ha delineato il quadro di una realtà in cui “la legge Bossi-Fini ha aggravato la condizione dei cittadini immigrati, introducendo elementi di razzismo e ostilità, complicando le procedure burocratiche relative a rinnovo dei permessi, ricongiungimenti, contratti di lavoro, questioni relative alla casa”. A Lucca – denunciano le associazioni – “dopo risultati incoraggianti degli anni scorsi, nel tentativo di affrontare i problemi con uno spirito più umano che burocratico, negli ultimi mesi la situazione è notevolmente peggiorata, mostrando di fatto assenza di collaborazione tra Prefettura e Questura, mancata convocazione del Consiglio territoriale per l’immigrazione, vuoto nelle politiche da parte degli enti locali”. Di segno negativo – continuano le associazioni – anche il recente incontro che le ha viste protagoniste insieme a Prefettura e Questura, “e che ha manifestato il rifiuto di costituire un protocollo d’intesa per ridurre i tempi d’attesa per le pratiche, in linea con quanto invece è stato stabilito a Prato”.

 

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