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Provvedimento di espulsione contro un cittadino marocchino a Lucca. L'Aimac: ''Attendiamo la revoca del decreto entro il 6 giugno''

31 maggio 2004

LUCCA - In seguito alla mobilitazione che ha coinvolto l’associazionismo lucchese contro il provvedimento di espulsione emesso ai danni di Salah Chfouka, cittadino originario del Marocco da 14 anni attivo a Lucca come mediatore culturale, in una nota l’Aimac (Associazione Italia-Marocco di cui Chfouka è Presidente) “registra con viva soddisfazione le ampie manifestazioni di solidarieta’ civile e politica, inaspettate nella loro varietà e determinazione, e prende atto della forte richiesta rivolta contemporaneamente da tutti i sottoscrittori all’Ufficio del Prefetto perchè valuti l’opportunità e possibilità di revocare il decreto. Tali manifestazioni di stima ed apprezzamento per l’attività svolta dal Prof. Chfouka testimoniano di una sua costante attenzione non solo ai problemi degli immigrati extracomunitari ma anche alla diffusione di una cultura della tolleranza umana, politica e religiosa, unica garanzia dell’integrazione e della pacifica convivenza tra diversi, e tra sensibilità ed identità spesso lontane ed apparentemente inconciliabili”. 

 

“L’Aimac in seguito ad un colloquio con i rappresentanti istituzionali – continua la nota – auspica che le autorità possano, vogliano e sappiano individuare (e stiano tentando di perseguirli) modi e percorsi dignitosi, senza pregiudizio per il prestigio istituzionale, per riconfermare la cultura della certezza del diritto e dello spirito democratico e costituzionale, e disporre conseguentemente la revoca del provvedimento. Evitando così che le istituzioni possano trovarsi coinvolte nelle oscure complicità e nei preoccupanti interessi che possono aver creato le condizioni di quel decreto espulsivo davvero incomprensibile, e dal quale qualche ‘solerte funzionario’ ha ritenuto di poter trarre legittimazione per eseguire un inaudito sequestro di ogni documento di identità, di movimento ed attività lavorativa acquisiti presso autorità italiane dal Prof. Chfouka. Ci sarà tempo e modo, nei luoghi e nelle forme riservate che si addicono alle istituzioni ed alla salvaguardia della loro onorabilità, per capire ‘chi’ e ‘perchè’ abbia avuto interesse a creare questa situazione di indubbio disagio per l’Ufficio del Prefetto e di preoccupazione e concreto pericolo per la società dei cittadini extracomunitari immigrati come per la sicurezza futura di tutta la società civile del territorio. L’Aimac – conclude la nota – attende dunque serenamente e con fiducia la decisione di revoca, chiesta dal Prof. Chfouka attraverso la sua legale Avv.ssa Pedonese e sollecitata da molti cittadini, singoli o come associazioni nelle quali essi esprimono la propria personalità, e da organizzazioni sociali. Una decisione che dovrebbe intervenire prima della data di sabato 6 giugno, scadenza ultimativa di abbandono del territorio italiano che il decreto impone al Prof. Chfouka”. (sm)

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