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Il ministro Maroni, convocato d’urgenza dopo la clamorosa protesta delle Regioni, si impegna a non tagliare il Fondo politiche sociali. De Poli (Regioni): ''Una grande vittoria''

28 luglio 2005

ROMA – Il ministro del Welfare Maroni si è impegnato a mantenere inalterata la quota del Fondo nazionale per le politiche sociali assegnata alle Regioni, pari complessivamente a 1 miliardo di euro. Lo ha fatto a nome del governo davanti ai rappresentati della Conferenza unificata Stato-Regioni-Comuni, riunita da stamattina Roma per l’esame di un lungo ordine del giorno, presenti tra gli altri il coordinatore dei governatori Vasco Errani e il sindaco di Roma Walter Veltroni per l’Anci.

Maroni ha così risposto a brevissimo termine alla clamorosa protesta degli enti locali, che intorno alle 18.00 di oggi avevano “occupato” la sede della riunione dopo una rottura avvenuta proprio sul temuto dimezzamento del Fondo nazionale (v. lancio delle 18.49).

In che modo il governo scongiurerà anche quest’anno il taglio, Maroni non ha spiegato, rimandando i presenti a una comunicazione che avverrà ai primi di settembre. La solennità dell’impegno preso pubblicamente dal ministro lascia comunque intendere che egli abbia avuto garanzie sulla copertura dal suo collega dell’Economia.

“E’ una grande vittoria!”, è stato l’unico commento a caldo del coordinatore degli assessori alle politiche sociali, il veneto Antonio De Poli, al termine di una giornata che ha assomigliato a diverse altre vissute negli ultimi tre anni. La ripetuta contesa sul Fondo sociale, pur rappresentando dal punto di vista economico una partita limitata per il bilancio nazionale, specie se paragonata a quello riservato alla sanità, sembra infatti essere diventata un simbolo dei rapporti sempre più conflittuali tra governo e regioni.

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