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Fondo politiche sociali ai tempi supplementari. Berlusconi alle regioni: ''Darò la risposta venerdì''. Intanto gli enti locali ottengono un tavolo di confronto sulla Finanziaria 2006

26 ottobre 2005

ROMA – Per il taglio al Fondo nazionale per le politiche sociali c’è una nuova scadenza. Venerdì nel primo pomeriggio, subito dopo il consiglio dei ministri, sarà lo stesso Berlusconi a comunicare alle Regioni se la drastica riduzione del 50% attualmente prevista per il Fondo potrà essere “riassorbita”. E’ il risultato del lungo incontro (oltre due ore) svoltosi questa sera tra il premier e i rappresentanti degli enti locali, con in prima fila il coordinatore dei governatori Errani, il coordinatore degli assessori al welfare De Poli (Veneto), il sindaco di Roma Veltroni. Per il governo affiancavano Berlusconi il suo vice Gianni Letta, il ministro dell’economia Tremonti, il sottosegretario Vegas, il ministro La Loggia.

 

Il presidente del Consiglio ha iniziato con un’illustrazione del momento particolarmente critico per la finanza pubblica, senza incontrare però molta comprensione da parte degli enti locali, che proprio questa mattina avevano esposto le loro tesi e le loro istanze in un’affollata manifestazione al cinema Capranica di Roma.

La prima concessione che il governo ha fatto è stata quella di aprire fin da domani sera un tavolo permanente tra ministero dell’economia ed enti locali su tutta la Finanziaria 2006. Ma ciò non è bastato ai presenti, che hanno posto la questione del Fondo sociale – in particolare per i 500 milioni di euro tagliati dalla dotazione del 2005 – come “pregiudiziale” per andare avanti anche sul resto. Berlusconi, vista la posizione ancora molto chiusa di Tremonti, non ha potuto promettere però nulla in merito e si è riservato di portare il tema in Consiglio dei ministri per poi riferire subito dopo. Nessuna apertura da parte del governo sulla proposta avanzata la mattina da Errani, cioè di assegnare alle Regioni il miliardo per la famiglia al momento previsto in Finanziaria.

 

La partita più importante al momento sembra dunque giocarsi sui 500 milioni del 2005, una somma di fatto già spesa o impegnata dalle Regioni per far funzionare i numerosi servizi di assistenza a disabili, minori, anziani, emarginati sul territorio, servizi in gran parte gestiti da organizzazioni del non profit. Su questa cifra si stanno muovendo in pratica tutti gli enti locali in modo molto compatto e sarà difficile per il governo non tenerne conto. Anche se, come ha commentato l’assessore De Poli uscendo dall’incontro, “la sensazione non è delle migliori. Ma la speranza è l’ultima a morire”.

Fa parte invece del tavolo che si apre domani la questione del Fondo sociale 2006, che nella Finanziaria è previsto ugualmente limitato a 500 milioni di euro contro il miliardo richiesto dalle regioni (e ottenuto fino al 2004)  (Daniele Marescotti).

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