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La vicenda del Fondo sociale dimezzato: enti locali convocati d’urgenza da Berlusconi, ma per un’altra riunione interlocutoria. Ora il premier si impegna personalmente: ''Datemi ancora qualche giorno...''

28 ottobre 2005

ROMA – Ancora un incontro, ancora un rinvio. Ma con qualche impegno concreto e qualche speranza in più. E’ durata circa un’ora e mezza la riunione di questa sera tra i rappresentanti degli enti locali (regioni, Anci, Upi, Uncem) e il presidente del Consiglio Berlusconi su quella che è ormai diventata una delle partite più spinose per il governo: il taglio del 50% (da 1.000 a 500 miliardi) del Fondo nazionale per le politiche sociali del 2005, confermato anche nella Finanziaria 2006.

L’incontro è cominciato in un’atmosfera piuttosto tesa, con governatori e sindaci agguerriti e rappresentanti del governo - c’erano anche i sottosegretari Letta e Vegas - decisi a opporre i consueti argomenti delle attuali difficoltà di bilancio. Gli enti locali hanno criticato la ricostruzione fatta da Vegas e subito dopo hanno puntigliosamente elencato i vari momenti di una trattativa cominciata la scorsa primavera e caratterizzata da numerose rassicurazioni governative, prima tra tutti quella del 29 luglio fatta da Maroni durante la Conferenza unificata.

Il clima di tensione è stato sciolto dalla mediazione di Gianni Letta e al termine il premier ha sostanzialmente affermato: se le cose stanno così, datemi qualche giorno e mi impegno personalmente a trovare una soluzione.

 

Un altro incontro interlocutorio, dunque, che avrebbe dovuto però avere tutt’altro svolgimento. Nel confronto con le Regioni dell’altro ieri, Berlusconi aveva infatti fissato per oggi pomeriggio il momento in cui avrebbe dato una risposta. Stamattina la questione del Fondo è stata poi trattata a margine del Consiglio dei ministri (dominato dalla “scoperta” di un buco da 6 miliardi da coprire e dal rinvio al Parlamento delle decisioni sul miliardo destinato alle famiglie nel 2006), con una soluzione che sembrava risolutiva e che è stata subito posta all’approvazione della Ragioneria dello Stato. Da qui il responso doveva arrivare entro le 18.45, ora per la quale i rappresentanti degli enti locali erano stati convocati d’urgenza. Ma quel responso non è arrivato, oppure è stato negativo. Da qui l’ulteriore rinvio e l’impegno diretto di Berlusconi al termine della precisa “istruttoria” fattagli oggi. L’appuntamento, dunque, è a subito dopo il ponte di Ognissanti.

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