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Giornata dell'orgoglio pedofilo. Maggi: ''Opporsi è un segno di civiltà''

L'Istituto degli Innocenti contro l'iniziativa indetta il 23 giugno su internet. ''La pedofilia non ha niente a che fare con il concetto di libertà''

12 giugno 2007

FIRENZE - L'Istituto degli Innocenti dice no alla giornata dell'orgoglio pedofilo, indetta su internet per il 23 giugno prossimo. “Di fronte alla persistente, criminale, stupidità di individui che sono incapaci di rispettare i bambini nei loro bisogni essenziali e nella loro integrità di persone, ci appare particolarmente positiva la forte e vasta risposta che sta ottenendo l'appello di E Polis. – scrive Alessandra Maggi, Presidente dell'Istituto degli Innocenti - L'adesione all'appello antipedofili conferma la capacità di reagire e di agire del Paese.  E' un movimento che nasce dal basso ed è un segnale di civiltà: nasce dalla rete di attenzione ai diritti dell'infanzia, alimentata dal grande lavoro collettivo portato avanti in questi anni da legislatori, servizi, scuola, associazionismo e ampi settori della società italiana”.

L'Istituto degli Innocenti ha avuto modo di farne esperienza diretta quando, nell'agosto 2006, ha ricevuto oltre duemila adesioni, da parte di famiglie, associazioni e amministrazioni, in risposta all'appello lanciato per fermare la partecipazione alle elezioni in Olanda del partito Nvd (ossia "Carità, libertà e diversità"). “Questo gruppo, nonostante il nome, - spiega la Maggi - rivendica un presunto diritto alla pornografia e al sesso dei - e con -minori di dodici anni. L'Nvd è stato fermato dagli stessi cittadini olandesi perché la sua lista non ha ottenuto sufficienti firme per essere ammessa alle elezioni. Ma l'iniziativa dell'Istituto è servita a ribadire con forza che nessuna presunta libertà che entri in contrasto con i diritti dei cittadini minorenni può avere cittadinanza in Europa”.

"La pedofilia non ha niente a che fare con il concetto di libertà. - sottolinea -  I bambini non possono mai essere liberi in un rapporto sessuale con gli adulti che li vede per forza subalterni, in posizione di debolezza, oggetti di sopraffazione psicologica prima che fisica. E inoltre, se consideriamo che la grandissima maggioranza dei casi di abuso sessuale contro i minorenni avviene in ambiti familiari, quale spazio di libera espressione potrà esserci per questi ragazzi?  E' giusto quindi reagire e mobilitarsi. Ma oltre l'indignazione è necessario agire e chiedere che crescano le azioni di prevenzione attraverso una maggiore conoscenza del fenomeno della pedofilia e attraverso più intense azioni di prevenzione, informazione e formazione”. (vedi lancio successivo)

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