:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Zimbabwe, tensione alle stelle alla vigilia delle elezioni presidenziali

Con un'economia al collasso e un'inflazione del 100mila%, il governo di Mugabe aumenta la stretta autoritaria in vista del voto del 29 marzo. Proibite le manifestazioni ad Harare. E intanto esercito e polizia minacciano l’uso della forza

20 marzo 2008

In esclusiva da News from Africa
NAIROBI - Il paese più controverso dell’Africa meridionale sta entrando in un periodo cruciale della sua turbolenta storia. Alla vigilia delle elezioni che si terranno il prossimo 29 marzo, con l’economia che minaccia di implodere e una interessante, anche se probabilmente scontata, corsa alla presidenza, l’attenzione internazionale è puntata sullo Zimbabwe e sul controllo paralizzante esercitato dal presidente Robert Mugabe.

La retorica pre-elettorale ha assunto toni sinistri. Il comandante dell’esercito, il generale Constantine Chiwenga, ha minacciato di sovvertire l’ordine costituzionale se il presidente Robert Mugabe dovesse perdere. "Non sosterremo nessun altro al di fuori del presidente Mugabe che si è sacrificato per questo paese”, ha dichiarato. Dal canto suo Mugabe ha accusato i suoi sfidanti di essere i tirapiedi di Gran Bretagna e Stati Uniti che finanziano le loro campagne elettorali. A surriscaldare il clima sono arrivate anche le dichiarazioni del commissario di Polizia dello Zimbabwe, Augustine Chihuri, che ha minacciato l’uso delle armi da parte della polizia contro i cittadini che protesteranno per lo svolgimento o i risultati delle elezioni. Secondo quanto riportato sul sito Talk Zimbabwe, Chihuri ha annullato le licenze e richiamato gli agenti a cui erano state accordate, per garantire il loro supporto alla campagna di Mugabe.

Tra le misure prese negli ultimi giorni dalla polizia per prevenire scontri in vista delle elezioni, c’è stato l’annullamento di una sfilata popolare di toyi-toyi (la danza originaria dello Zimbabwe nota per essere diventata il simbolo delle manifestazioni anti-apartheid in Sud Africa, ndt). Secondo quanto riportato dal sito di informazione IoL, la polizia ha spiegato che il toyi-toyi è stato proibito perché spesso provoca scontri tra le fazioni politiche rivali. “Le autorità di Harare hanno proibito atti intimidatori come il toyi-toyi, che possono turbare l’ordine”, ha dichiarato il vice-commissario di polizia Faustino Mazango.

Nel frattempo, la Commissione nazionale dei prezzi ha minacciato che saranno perseguiti i commercianti che alzano i prezzi mentre il partito del presidente Mugabe cerca di aumentare la sua popolarità in vista del voto. Il governo sta cercando disperatamente di fermare l’inflazione, accusando gli “speculatori” che vogliono alimentare il malcontento contro il partito al potere.

Il dollaro zimbawese (zim) sta subendo duramente il nervosismo prelettorale: i negozianti sostengono che stanno solo cercando di tenere il passo. Mugabe, come contentino elettorale, ha concesso aumenti salariali dei dipendenti pubblici, compresi gli insegnanti. Secondo quanto riportato dal sito News 24, gli insegnanti delle scuole statali del paese hanno scioperato per due settimane, chiedendo un aumento del salario mensile dagli attuali 300 milioni di dollari zimbawesi a 1,7 miliardi (Le cifre altissime non devono ingannare. Anche se il cambio ufficiale è di circa 30mila zim per un dollaro Usa, a causa di un’inflazione che a febbraio ha superato il 100mila per cento, il valore reale di 10 milioni di euro – la Banca centrale ha introdotto a gennaio una banconota di questo valore – è di pochi euro, ndt). 

Lo zim ha subito una continua svalutazione. Secondo i commercianti, sul mercato il cambio è di 41milioni di zim per un dolaro Usa e oltre 81 milioni per una sterlina. Il cambio ufficiale è artificialmente mantenuto dal governo di Mugabe a 30mila zim per dollaro . Nell’anno dell’indipendenza, il 1980, la moneta locale era quasi in parità con la sterlina. (Traduzione di Mariangela Paone)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa