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Oltre 1500 scout toscani in raduno a Loppiano per parlare di coraggio

Il 10 e l'11 maggio due giorni di riflessione sul tema del coraggio nella località toscana. All"incontro regionale porteranno la loro testimonianza anche Rita Borsellino, Alex Zanardi, Giovanni Bachelet e Don Luigi Ciotti

08 maggio 2008

FIRENZE - È il coraggio, in tutte le sue declinazioni, il tema su cui gli scout dell’Agesci toscana hanno riflettuto durante quest’anno. E proprio a conclusione di queste riflessioni, il prossimo fine settimana (10-11 maggio) 1600 di loro si ritroveranno a Loppiano (Incisa) per un incontro regionale dal titolo "Mani sporche…di coraggio”. Insieme a loro ci saranno oltre 40 persone, più o meno famose, che porteranno la loro testimonianza, la loro esperienza personale di coraggio. Tra questi, Rita Borsellino, Alex Zanardi, Giovanni Bachelet e Don Luigi Ciotti, che dibatteranno del tema nel corso di una tavola rotonda presso l’arena di Loppiano (zona San Benedetto). “Arriveremo a Loppiano dopo un percorso in cui abbiamo riflettuto con i ragazzi su tutte le espressioni del coraggio- spiega Matteo Spanò, responsabile regionale dell’associazione Agisci- ci saranno le testimonianze preziose di oltre 40 persone che racconteranno le loro storie, le più diverse”. 

Proprio 15 di queste testimonianze sono state raccolte in una piccola pubblicazione curata da Agesci Toscana, dal titolo “Storie di coraggio”: al suo interno si leggono le storie di Eleonora, che a 18 anni ha scelto di partire in missione in Tanzania, ma anche di Pilar, che racconta l’esperienza di un affido, o di Suor Giacomina, per 25 anni missionaria in America Latina. “Io penso che la prevenzione di problemi di cui tanto si sente parlare, come il bullismo o le dipendenze giovanili- ha commentato Gianni Salvadori, assessore regionale alle politiche sociali- passi anche attraverso iniziative di questo tipo. È importante tentare di costruire percorsi educativi: di educazione all’impegno e all’etica della responsabilità.  Non mi nascondo i problemi, ma so che la società è cambiabile e che noi nei confronti dei giovani abbiamo un po’ il compito delle levatrici” (gr)

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