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Uganda, lunga attesa per l'Accordo di pace

La prospettiva di firmare l'Accordo fra il governo dell'Uganda e le truppe ribelli dell'Esercito di liberazione del Signore (Lra) sembra sempre più incerta

26 agosto 2008

In esclusiva da News from Africa 

NAIROBI – La prospettiva di firmare l’Accordo Finale per la Pace fra il governo dell’Uganda e le truppe ribelli dell’Esercito di liberazione del Signore (Lra) è sembrata sempre più incerta da quando è sfumato l’incontro fra il leader dell’ Lra Joseph Kony e il mediatore capo Riek Machar in programma per il 13 luglio. Secondo David Nyekorach-Matsanga, leader della delegazione di pace dell’ Lra, Kony ha avuto contatti con Machar e con l’inviato speciale per le Nazioni Unite per le aree colpite dall’Lra Joaquim Chissano con l’idea di organizzare un incontro dove egli potesse esternare le proprie richieste prima di firmare l’Accordo di Pace finale. “Il generale Kony vuole ottenere chiarimenti sui mandati della Corte Penale Internazionale (Icc) e sul fatto se egli potrà o meno mantenere il suo titolo e condividere il potere con il presidente Yoweri Museveni”, ha dichiarato Matsanga.

 

Mentre Matsanga sostiene che non ci sarebbe bisogno di riaprire le trattative dato che i negoziati hanno avuto successo, uno sguardo più vicino ad alcuni degli accordi firmati finora e visionati da NewsAfrica rivela enormi difetti. “Gli accordi conclusi non raggiungono gli obiettivi programmati per porre fine al conflitto, alle ingiustizie e all’ineguaglianza in Uganda. Anche se l’accordo di pace finale venisse firmato, gli accordi conclusi e i protocolli  di attuazione nel loro stato attuale non garantiranno all’Uganda la tanto desiderata pace duratura, la sicurezza e lo sviluppo imparziale, soprattutto nel Nord Uganda”, ha dichiarato una fonte vicina alle trattative di pace di Juba in condizioni di anonimato.

 

In particolare preoccupano gli accordi raggiunti negli articoli 2 e 3 dell’agenda che riguardano soluzioni generali, responsabilità e riconciliazione. Mentre entrambe le fazioni dei 21 anni di conflitto sono state d’accordo sul fatto che avrebbero assunto la responsabilità per i crimini commessi e mentre questo è chiaramente dichiarato nell’accordo principale, il protocollo di attuazione di quest’ultimo si concentra soltanto sulle atrocità commesse dall’Lra, senza penalizzare le milizie del governo centrale. L’argomento portato avanti nel protocollo è che l’esercito ha un suo proprio tribunale che indaga la condotta dei militari sin dal 1995. Comunque, secondo una sezione della delegazione dell’Lra, l’ Uganda Peoples Defence Force (Updf), prima nota come National Resistance Movement (Nrm) ha commesso violazioni dei diritti umani dal 1986 e deve quindi essere chiamata in causa.

 

Per quanto riguarda l’articolo 2 dell’accordo, il protocollo viene meno nell’indicare la forma di governo sulla quale le due fazioni si erano accordate in principio. Secondo l’accordo, gli ugandesi avrebbero dovuto decidere in un referendum quale forma di governo avessero preferito, se federale o centrale. Nel protocollo non sono stati indicati chiaramente neppure la rimozione della pena di morte nel Codice Penale ugandese e il ruolo della popolazione del Nord Uganda nella riabilitazione e ricostruzione della regione. Sebbene il governo dell’Uganda abbia delineato un Programma di ripresa e sviluppo della pace (Prdp) che copre il periodo dal 2006 al 2009, il protocollo non presenta linee guida di attuazione, lasciando tutto alla discrezionalità del governo. Il protocollo non è chiaro altresì su quando e quanto bestiame il governo restituirà alla popolazione dell’Uganda del nord che l’aveva perso in seguito ai  raids del governo, proprio perché il governo si è impegnato  a restituire il bestiame che l’Lra afferma essere stato rubato. Tuttavia, gli analisti spiegano che anche se l’accordo finale venisse firmato, potrebbe non tenere, date le numerose divisione interne alla delegazione di pace dell’ Lra.

 

Sia l’Lra dei boschi che quelli nella delegazione sono profondamente divisi, senza una chiara indicazione di chi realmente rappresenti Kony. Parte della confusione è stata esacerbata dallo stesso Kony, che ha rimpiazzato i membri della delegazione in una successione veloce, con quelli rimossi che ancora rilasciano dichiarazioni da parte dell’ Lra. Quando gli è stato chiesto riguardo alla composizione di una concreta e genuina delegazione di pace, Matsanga ha detto a NewsAfrica: “Non abbiamo bisogno di un quorum ora poiché non ci sono più trattative di pace. Tutto ciò che abbiamo è un comitato con lo scopo di affrontare le preoccupazioni sollevate da Kony”. A Gennaio Kony ha “licenziato” Martin Ojul come capo della delegazione, sostituendolo con Matsanga, che è stato successivamente cacciato in aprile e rimpiazzato da James Obita.

 

A giugno, Matsanga è stato riassegnato in circostanze poco chiare ma la sua posizione risulta instabile se gli ultimi eventi al campo dell’Lra seguiteranno in questo modo. Quando è stato reinserito, otto membri nominati per lavorare nella sua squadra lo hanno immediatamente respinto in parte sulla base del fatto che ha ingannato il mondo intero facendo credere che il generale Joseph Kony era intenzionato a firmare l’Accordo di Pace Finale il 10 aprile 2008. Ad alto prezzo per la comunità internazionale e per gli sforzi del mediatore capo e del presidente Chissano, Matsanga ha ingannato le persone convincendole a recarsi fino a Ri-Kawamba per essere testimoni della firma dell’Fpa”,  dice una dichiarazione firmata dagli otto membri nominati per lavorare con lui.

 

Ciò che risulta chiaro è che gli ugandesi dovranno aspettare un po’ più a lungo per l’Accordo di Pace Finale. Con le condanne della Corte Penale Internazionale pendenti minacciose sulla sua testa, Kony non avrà fretta di firmare un accordo che potrebbe equivalere alla firma della sua stessa condanna a morte. Fonti vicine a lui dicono che con la recente accusa del presidente Omar al-Bashir, egli si rende conto di non poter sfuggire al processo dell’Aia e preferirebbe continuare a vivere nei boschi. Un attacco militare rivolto verso di lui comporterà comunque in una forte reazione negativa che potrebbe colpire l’intera regione. (Zachary Ochieng - Traduzione di Sara Marilungo)

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