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Zimbabwe, diario di un uomo sieropositivo

Convive da 5 anni con l’Hiv, ma oggi la sua condizione economica è peggiorata e il suo stipendio basta a pagare le cure solo per sua moglie, che ha contagiato. Fare un test può costare anche 130 dollari americani

17 novembre 2008

In esclusiva da News from Africa
NAIROBI – La storia di Tamuka (il nome è di fantasia) è stata pubblicata da The Herald; il quotidiano è riuscito a far conoscere la condizione delle persone sieropositive senza dichiarare che ogni cosa nello Zimbabwe è sotto controllo, incluso il sistema sanitario. La propaganda di stato è all'ordine del giorno in tutti i media, che sono controllati. Inclusa la fonte di questo articolo. Tamuka negli ultimi cinque anni ha vissuto con l’Hiv. Ha fatto il test dopo che sua moglie di 20 anni è stata trovata positiva. Tamuka (il nome è di fantasia) dice che quel giorno rimarrà per sempre stampato nella sua memoria poiché è stata l’ultima volta che ha avuto una conversazione di più di un’ora con la donna con cui è sposato. "Da quel momento in poi ha cominciato ad odiarmi. Vive nella mia stessa casa perché non c’è nessun altro posto in cui può andare. Non ridiamo insieme, e ci parliamo raramente. Ci rivolgiamo parola solo quando è assolutamente necessario – soprattutto riguardo ai soldi o ai bambini”, racconta.

La ragione per cui Tamuka (42) è convinto che sua moglie lo odi è perché, quando è stata trovata positiva, lo ha accusato di aver portato il virus nella sua casa e nel suo corpo. Ha detto a tutti i suoi amici e parenti che stava morendo, perché suo marito era andato in giro a dormire con ''l’intero paese''. ''Si, posso aver tradito qualche volta all’interno del matrimonio, ma niente fuori dall’ordinario. Non sono assolutamente il ''Mr Harare'' che mia moglie, i suoi amici e la famiglia mi accusano di essere. Sono soltanto un uomo ordinario, fuggito qualche volta dal talamo nuziale. Sono molto pentito che ciò che ho fatto in passato abbia distrutto mia moglie e la nostra vita familiare, ma non penso che il fatto che siamo entrambi risultati positivi all’Hiv  debba significare la fine della nostra relazione e delle nostre vite.” ha dichiarato.

Ciò che rende la situazione della coppia anche più difficile da gestire per la moglie è che Tamuka non può far fronte ai conti medici. Come commesso amministrativo di una compagnia di Harare, per Tamuka è difficile andare avanti. Mentre negli ultimi anni guidava una macchina decente, era in affitto in una casa in una periferia mediamente popolata e riusciva a pagare una buona assicurazione sanitaria (ndr: medical aid scheme), oggi tutto questo è storia. Molti Zimbawesi che godevano di un buono standard di vita pochi anni fa, oggi riescono a malapena a tirare avanti. Solo mangiare tre pasti al giorno è diventato un lusso, mentre una visita dal dottore è qualcosa che solo pochi riescono ancora a permettersi senza uno stress continuo. La maggior parte delle assicurazioni mediche sono attualmente inutili, con i membri tenuti a pagare somme ridicole, in particolare moneta straniera come integrazioni o co-pagamenti. 

Anche il cibo al momento viene venduto per moneta straniera, e ci si domanda se prima o poi tutti prenderanno il salario in moneta straniera. Se non sarà così, allora non rimane altro che chiedersi da dove i capi politici si aspettano che ognuno si procuri la moneta forte per poter sopravvivere. I sondaggi hanno dimostrato che molti dottori stanno attualmente cambiando le tariffe delle visite, che variano fra i 20 e i 50 dollari americani. Recarsi in un laboratorio per un test o per delle analisi può arrivare a costare fino a 75 dollari americani. Un test per la CD4 arriva anche a 130 dollari americani. Come può una persona che guadagna fra i 50000 e i 120000 dollari zimbabwesi riuscire a raccogliere 130 dollari americani per effettuare l’intero test CD4? (ndr: 1 Dollaro USA= 176.3304 Dollari dello Zimbabwe)

Tamuka dice che è stato fortunato perché non ha mai passato un giorno al letto da quando è stato trovato positivo. “Sembra che Dio conosca i problemi che sto affrontando. Sono stato male si, ma non ho mai smesso di svegliarmi ed andare al lavoro. Questo mi ha permesso di lavorare duramente in modo da poter affrontare i pagamenti per le visite regolari di mia moglie dal dottore. Ci è stato consigliato di prendere il Co-trimoxazole ma finora lei prende il farmaco mentre io devo farne a meno perché non posso permettermi di comperare quantità per due persone”, spiega Tamuka.  Quando gli viene chiesto se è l’amore per sua moglie che gli fa mettere lei per prima, Tamuka sorride e dice: “Si, io la amo. Lei è la madre dei miei figli. Posso averla tradita, ma questo non ha mai significato che volessi liberarmi di lei. Oggi lo so, ma è troppo tardi. Ora so che se ami qualcuno, non devi ferirlo; ma è un peccato che mia moglie non ci creda.” E quando gli viene chiesto se si rende conto o meno che non assumendo il Co-trimoxazole che gli è stato prescritto e non facendo controlli medici regolari sta mettendo a rischio la propria salute, Tamuka dice di non aver altra scelta se non assicurarsi che ogni volta che ha il denaro questo vada per il sostentamento della moglie perché si sente responsabile per lei. “Se non l’avessi tradita, non saremmo in questa situazione difficile,” dice. 

Gli ho chiesto perché era così sicuro che fosse stato lui a contagiare la moglie e lui ha detto: “Questa è la cosa giusta da dire. Anche se avesse conosciuto degli uomini prima che io la sposassi, io non devo dirlo a nessuno. Anche se io sospettassi che essa abbia potuto tradirmi ad un certo punto del nostro matrimonio, la società non da mai la colpa ad una donna sposata. Io devo essere colui che ha portato questo nella casa". La casa affittata nella periferia mediamente popolata ormai è stata lasciata. Tamuka, sua moglie e i loro tre bambini ora risiedono in due stanze dietro la casa dei suoi genitori a Kambuzuma dove pagano una piccola somma di affitto. Non ricordano neppure l’ultima volta che hanno mangiato “carne” poiché il prezzo è cresciuto oltre le possibilità economiche di Tamuka. Sua moglie di solito si recava a Botswana per comperare beni da rivendere ma da quando è stata trovata positiva, ha smesso. “Dice che è mia responsabilità prendermi cura di lei e dei bambini. Se non avessi avuto abbastanza soldi, dice che non avrei potuto dormire in giro e contrarre l’Hiv” ha detto Tamuka. 

Narra storie struggenti: di aver camminato a volte per ore in città quando non riusciva a racimolare denaro per il biglietto dell’autobus. Suo figlio maggiore ha appena finito il Form Four (ndr: 4 anni di scuola secondaria) lo scorso anno ma non è riuscito ad ottenere le cinque promozioni richieste per procedere. Il padre dice che sebbene avrebbe voluto che suo figlio tornasse a scuola, non ci sono i fondi necessari. “Immagina, se soffrono così tanto mentre io sono in vita, cosa succederà quando me ne sarò andato. Ovviamente questa malattia mi sta consumando, ed è solo questione di tempo finchè il mio sistema semplicemente si arrenderà. Proprio ora mia moglie ha bisogno di effettuare un test CD4, ma non posso permettermelo e non so cosa devo fare. Posso soltanto rabbrividire nel pensare a cosa succederà quando avremo entrambi bisogno di prendere farmaci antiretrovirali,” dice. 

I medici contattati dall’agenzia hanno detto che è importante che anche Tamuka cerchi delle cure mediche per il proprio benessere. Una coppia che vive con l’Hiv, che ha rilasciato dichiarazioni a condizione di rimanere anonima, ha dichiarato che è importante che Tamuka e sua moglie si perdonino le ferite del passato e continuino a vivere come marito e moglie. La coppia ha detto che sia Tamuka che sua moglie sono rimasti trincerati dietro i propri schemi, e che devono lasciarli andare per godere di una vita più lunga e salutare. “La vera terapia comincia dentro, nell’anima e nell’essere di una persona. I due dovrebbero guarire le ferite e poi possono cominciare a vedere che cosa le medicine possono fare per loro”, ha suggerito la coppia. (Beatrice Tonhodzayi. Traduzione di Sara Marilungo)

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