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Firenze, tre ragazze disabili ''vanno a vivere da sole''

Si chiamano Ivana, Elena e Francesca e si sono trasferite in un appartamento nel quartiere popolare delle Piagge. Grazie all'aiuto dell'Opera diocesana di assistenza porteranno avanti il loro percorso verso l'autonomia

24 giugno 2009

Firenze – Un'esperienza unica e ambiziosa quella compiuta da Ivana, Elena e Francesca. Sono tre donne con disabilità intellettiva che da oggi “vanno a vivere da sole”. Andranno in un appartamento alle Piagge, quartiere popolare di Firenze, all'interno del quale hanno a disposizione una stanza a testa, ognuna colorata diversamente. In quella casa prima viveva il padre di Ivana, e quando è venuto a mancare il Comune ha accettato di lasciarla a lei: in questo modo non è stata costretta ad affrontare una nuova separazione e oggi comincia il cammino verso l’autonomia abitativa.

 

Le tre ragazze, supportate dall’Opera Diocesana di Assistenza, in un primo momento frequenteranno l’appartamento solo di giorno, per iniziare a familiarizzare con l’ambiente e a sviluppare le autonomie domestiche di base. Cucineranno (lo sanno già fare molto bene), si occuperanno della pulizia della loro casetta e del mantenimento delle piante. In un secondo momento quella delle Piagge diventerà la loro residenza a tutti gli effetti, con la supervisione di un’assistente e degli educatori dell’Oda. Ci sarà anche un “diario di bordo” dove verranno registrati i progressi e l’andamento del progetto: l’obiettivo è quello di arrivare ad un inserimento a tutto tondo nella vita sociale del palazzo e del quartiere.

 

“Riabilitazione significa anche reinserimento del soggetto nella comunità - spiega la dottoressa Giovanna Sorrentino, direttrice sanitaria di Villa San Luigi, struttura dell’Oda - Questo nell’ottica di una deistituzionalizzazione dei ragazzi con disabilità lieve: è questa la missione che l’Oda si è data negli ultimi anni”. Alla festa di inaugurazione hanno partecipato anche altri ragazzi assistiti dall’Oda, il presidente Don Vasco, gli educatori e tutte le persone che hanno dato una mano alla realizzazione del progetto, muratori e mobilieri inclusi. A preparare il buffet ci hanno pensato le inquiline con il sostegno degli altri ragazzi dell’Oda. (js)

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