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Irpet: in Italia l’8% degli occupati è straniero

Rapporto “Il lavoro degli immigrati”: il nostro paese supera la media europea, pari al 6,4% sulla forza lavoro totale. L’Umbria è la regione che vanta la percentuale più alta, 10%. Basilicata all’ultimo posto

08 gennaio 2010

FIRENZE - In Italia sfiorano l’8% gli occupati stranieri sul totale della forza lavoro nazionale. E’ il dato presentato dal rapporto Irpet, Istituto regionale programmazione economica per la Toscana “Il lavoro degli immigrati: scenari oltre la crisi”. Nel rapporto si legge che è l’Umbria la regione che vanta la percentuale più alta (oltre il 10%). Seguono il Veneto, l’Emilia Romagna, la Lombardia e la Toscana. Agli ultimi posti ci sono le regioni del sud Italia. Fanalino di coda è la Basilicata (sotto il 2%), preceduta da Sardegna (2%), Puglia e Molise (poco più del 2%).
 
Per quanto riguarda l’Europa, sono circa 14 milioni gli occupati di origine straniera, con un’incidenza che è pari al 6,4% sulla forza lavoro totale. In particolare, l’Italia impiega il 3% degli immigrati complessivamente occupati nel continente. Il nostro paese si caratterizza dunque per un più alto tasso di attività degli stranieri. Il tasso di disoccupazione è relativamente più basso nelle nazioni dove l’immigrazione è un fattore storico. Il rapporto, inoltre, dimostra come nei paesi dell’Europa meridionale l’immigrazione è meno qualificata rispetto al resto del continente. 

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