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Le innovazioni, la chiave per attenuare il cambiamento climatico

Workshop a Addis Abeba, che segue la conferenza di Copenhagen: i governi africani sono chiamati a integrare politiche per la scienza e la tecnologia nei loro piani di sviluppo nazionali, allo scopo di mitigare gli effetti del cambiamento climatico

18 marzo 2010

In esclusiva da News from Africa
ADDIS ABEBA (Etiopia) – I governi africani sono stati chiamati a integrare politiche per la scienza e la tecnologia nei loro piani di sviluppo nazionali allo scopo di mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Nelle osservazioni introduttive di un workshop in corso oggi a Addis Abeba in Etiopia, organizzato in seguito alla conferenza di Copenhagen, Aida Opoku-Mensah, direttrice per l'Informazione e la Comunicazione nella Divisione di Scienza e Tecnologia della Commissione Economica per l'Africa delle Nazioni Unite (Eca), ha osservato che c'è un forte consenso scientifico sul fatto che il mondo ha bisogno di adottare misure urgenti per frenare il cambiamento climatico. Ha inoltre dichiarato che una migliore integrazione di politiche per la scienza e la tecnologia è cruciale per un adeguato adattamento al cambiamento climatico. “L'Africa entra nel ventunesimo secolo affrontando sfide monumentali per la propria sopravvivenza e sostenibilità a lungo termine. Al centro di queste sfide c'è l'abilità del continente di gestire la Scienza, la Tecnologia e l'Innovazione (Sti) e applicare con successo questi strumenti per risolvere problemi legati alla sanità, al cibo, all'acqua e all'adattamento e alla mitigazione del cambiamento climatico”, ha detto Opoku-Mensah.
 
Mentre la Ricerca e lo Sviluppo (R&D) sono la spina dorsale per l'adattamento e la mitigazione, la promozione della tecnologia è più importante ora di quanto non lo fosse prima, mentre lo spiegamento di scienziati nel continente diventa fondamentale per affrontare le sfide del cambiamento climatico. Pur riconoscendo l'importanza dell'R&D, il Prof. Oye Ibidapo, presidente dell'Accademia della scienza nigeriana (Nas) ha affermato che è tempo di passare dalla mera R&D alle innovazioni tecnologiche se si vuole rallentare il cambiamento climatico.
Opoku-Mensah ha osservato che nuove pratiche e tecnologie, sostegno alla commercializzazione, divulgazione e adozione diffusa di efficaci tecnologie per l'ambiente offrono una prospettiva per continuare la crescita economica con una riduzione delle emissioni di gas inquinanti. “Dobbiamo applicarci di più sulle innovazioni, le invenzioni ed i brevetti. Dobbiamo mostrare al mondo che ci sono invenzioni, innovazioni e scoperte tecnologiche in Africa”.
 
Il workshop – chiamato Sfide Scientifiche e Tecnologiche per l'Africa sul Cambiamento Climatico dopo Copenhagen – ha radunato 50 scienziati, economisti, ricercatori e accademici per discutere I
i risvolti del Summit di Copenaghen (Cop 15) e stabilire come la tecnologia e le conoscenze scientifiche possano essere la base per un'azione istituzionale per l'adattamento e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. Il workshop è stato organizzato dall'Eca in collaborazione con il Consiglio internazionale per la scienza, Ufficio regionale per l'Africa (Icsu-Roa). Il Kenia è rappresentato da Rispah Oduwo, Presidente dell'Accademia Nazionale della Scienza del Kenia e da Wandera Ogana, professore di Matematica Applicata presso l'Università di Nairobi.
La capacità di identificare, raccogliere ed analizzare dati, usare l'informazione ed i metodi ed elaborare conoscenze rilevanti per l'adattamento e la mitigazione al cambiamento climatico e per la sicurezza alimentare sono fondamentali a causa della rapidità del cambiamento delle condizioni climatiche, ambientali e socio economiche. L'Eca ha lavorato con altre istituzioni nell'ambito della struttura definita dal Segretariato Congiunto della Commissione dell'Unione Africana e della Banca di Sviluppo Africana (Afdb) per lo sviluppo di politiche di risposta al cambiamento climatico ed un'agenda di interventi per le regioni africane.
 
Nel discorso di apertura, il Prof. Sosptere Muhongo, Direttore Regionale dell' Icsu-Roa del Sudafrica, ha dichiarato che il riscaldamento globale è una realtà e che l'Africa deve investire nelle tecnologie a basso contenuto di carbonio per combattere il cambiamento climatico. Muhongo ha notato che emissioni di anidride carbonica sono aumentate del 30 percento dall'era preindustriale nel 1750.
Nonostante le numerose sfide, ci sono segni di incoraggiamento nel continente. Il Centro regionale per la Mappatura di Risorse per lo Sviluppo (Rcmrd), fondato nel 1975 dall'Eca, è diventato un attore principale nel settore in anni recenti. Il Centro fornisce lo sviluppo di competenze e servizi di consulenza per rilevamenti, mappatura, telerilevamento e fornitura di altri servizi di informazione geografica (Gis). Negli ultimi sei anni, è stato l'avanguardia della promozione del telerilevamento e della collaborazione con la Nasa per l'istituzione di un sistema satellitare di segnalazione preventiva dei disastri, conosciuto come Servir per l'Africa. “Dobbiamo investire nelle tecnologie a basso consumo di carbonio e nell'energia rinnovabile, che è più economica. Tuttavia, affinché ciò avvenga, abbiamo bisogno di infrastrutture di ricerca funzionanti. L'Africa ha anche bisogno di generare dei dati credibili che possano essere usati dal resto del mondo,” ha affermato il Prof. Muhongo, aggiungendo che assistenza nella trasmissione delle tecnologie aiuterebbe l'Africa a passare ad un livello successivo.
Il workshop culminerà con la formulazione di un documento di politiche di alto livello contenente una roadmap che potrà essere usata dai governi africani e dagli istituti di ricerca nazionali e regionali che si occupano di questa materia da un punto di vista scientifico e tecnologico. Verrà inoltre lanciata una rete di scienziati africani sul cambiamento climatico. (Zachary Ochieng. Traduzione di Sara Marilungo)

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