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Tbc: in Etiopia 50 mila nuovi casi l’anno, si muore aspettando le cure

Nella capitale Addis Abeba esistono solo 2 centri in grado di praticare i test diagnostici. Preoccupa in particolare la forma Mdr-Tb, quella resistente ai farmaci. “Urgente bisogno di aprire nuovi centri”

17 maggio 2010

In esclusiva da News from Africa
NAIROBI – All'Ospedale specializzato in tubercolosi di St. Peter, sulle montagne di Entoto, a nord della capitale etiope Addis Abeba, Johannes soffre di tubercolosi multi-resistente ai farmaci (Mdr-Tb) e ha passato l'ultimo mese in ospedale. Anche se i medici sono lieti che stia ricevendo delle cure, sono anche preoccupati – Johannes è un conducente d'autobus nella popolosa città di Addis Abeba, quindi non è possibile dire quante persone egli abbia potuto contagiare prima di cercare delle cure. E' improbabile che molte di queste persone ricevano una diagnosi e vengano curati in tempo per prevenire ulteriori infezioni. “Diagnosi e terapia della Mdr-Tb rimangono una sfida; finora abbiamo solo due centri ad Addis Abeba che sono in grado di praticare la cultura e i test di sensibilità ai farmaci necessari”, ha affermato Diriba Agegnehu, funzionario del programma Tb/Hiv per l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in Etiopia. “Rompere il circolo della trasmissione è fondamentale per mettere fine alla Mdr-Tb, per questo dobbiamo muoverci velocemente”, ha aggiunto. L'Etiopia, che si colloca settima nella lista delle 22 nazioni mondiali maggiormente colpite dalla Tb dell'Oms, è una delle tre nazioni africane con più 50 mila nuove infezioni di Tb http://www.who.int/tb/publications/global_report/2008/pdf/eth.pdf) calcolate ogni anno. Fra queste, l'1,6% dei nuovi casi e l'11,8% di casi di terapie addizionali sono Mdr-Tb.
 
Finora, St Peter è l'unica struttura in grado di curare l'Mdr-Tb nel paese. “Stiamo curando 89 pazienti, ma abbiamo una lista d'attesa di 170 pazienti,” ha dichiarato Abdusamed Adem, direttore dei servizi medici. “Abbiamo urgentemente bisogno di aprire nuovi centri”. Più di 100 pazienti diagnosticati Mdr-Tb sono morti in attesa delle cure. Avendo diagnosticato 390 casi della malattia fuori dalla capitale, il governo etiope si sta ora affrettando a costruire centri di analisi e terapie in diverse regioni amministrative. Secondo Diriba dell'Oms, il governo ed i suoi partners stanno ampliando la diagnosi e la gestione dei casi di Mdr-Tb nei diversi stati. L'ampliamento e il rafforzamento dei laboratori riguarda diverse parti del paese come Bahir Dar nel nordovest, Mekele nel nord, Adama nell'est e Awassa nel sud; il governo prevede inoltre di costruire almeno un centro di cure ed un laboratorio in ciascuna di queste città. “Il personale è stato formato anche sulla gestione ed il controllo delle infezioni di Mdr-Tb sia all'interno del paese sia all'estero in nazioni con un'esperienza maggiore come la Cambogia ed il Lesotho“, ha aggiunto.
 
Il tasso di rilevamento di casi di Tb regolare nel paese è del 35%o, molto al di sotto del 70% raccomandato dall'Oms per avere successo nel programma Dots. Un forte apparato sanitario a base comunitaria che usi il sistema del “task-shifting” [delega dei compiti ad operatori sanitari meno specializzati] e più di 30 mila “health extension workers” col compito di assistere i pazienti significa che quando i pazienti ricevono la diagnosi, il successo delle terapie è di circa l'85%. “Il programma Dots del paese è poco sfruttato – l'atteggiamento di promozione della salute in Etiopia è ancora basso; ci dobbiamo confrontare con questo,” ha detto Akram Eltom, capo del gruppo Hiv dell'Oms in Etiopia. “Un buon programma Dots è la migliore protezione contro la Mdr-Tb”.
 
Per le persone in cura sia per la Tb che per l'Hiv è anche più difficile; il 25% dei pazienti etiopi affetti da Tb sono affetti anche da Hiv. Damiel, 34, conducente d'autobus, è stato all'ospedale per la Tb in Addis Abeba per un mese, in terapia per la Mdr-Tb; era già in cura di farmaci antiretrovirali per il prolungamento della vita. “Ho la nausea e vomito spesso, e mi sento spesso affaticato,” ha detto. La madre di Daniel, che si prende cura di lui nell'ospedale, afferma che nonostante la debolezza causata dai farmaci, le sue condizioni sono ampiamente migliorate. “Almeno ora si può sedere per mangiare,” ha detto.
 
I pazienti sono ammessi in ospedale per tre mesi, dopo dei quali sono seguiti in maniera intensiva dai centri sanitari locali, dall'ospedale per la TB, dai familiari e dagli “health extension workers”. Abdusamed ha affermato che le visite obbligatorie mensili all'ospedale per i pazienti esterni sono una spesa che molti pazienti che vivono fuori Addis Abeba affrontano con difficoltà. “Riceviamo aiuto dal Ghc [il Comitato Globale per la Salute] per fornire cibo e trasporti ai pazienti esterni, ma avranno bisogno di un sostegno maggiore se il programma cresce,” ha detto. “Il ricambio di personale qui al St. Peter è molto alto, in gran parte a causa della natura altamente rischiosa della Mdr-Tb... se un'infermiera viene colpita, anche la sua famiglia è a rischio, così quando trovano altri lavori se ne vanno,” ha detto Abdusamed. “Inoltre ci sono pochi incentivi; ad esempio, gli operatori sanitari – anche quelli in contesti ad alto rischio come noi – non sono assicurati contro la possibilità di contrarre le malattie”.

Nonostante le sfide affrontate dal programma, gli specialisti affermano che l'impegno del governo nel miglioramento delle infrastrutture sanitarie, la formazione professionale degli operatori sanitari e seguire le linee guida dell'OMS sul trattamento della Mdr-Tb sono delle buone ragioni per essere ottimisti. “Finora, i risultati delle cure sono positivi; un paziente ha completato i due anni di corso sulle terapie ed è stato curato,” ha detto Abdusamed. “Sulla base del numero di pazienti ancora in cura, la conversione da test positivi a test negativi si verificherà in un breve periodo di tempo e gli effetti-collaterali saranno minimi.” (Zachary Ochieng, traduzione di Sara Marilungo)

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