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Costa D’Avorio: omicidi e stupri aspettano i rifugiati in fuga

I rifugiati in fuga dalla Costa D’Avorio passano dalla padella alla brace. Quelli che fuggono attraverso il confine verso la Liberia hanno riferito casi di stupro, abuso sessuale e omicidio. Terribili i racconti dei sopravvissuti

20 aprile 2011

In esclusiva da News from Africa
NAIROBI – I rifugiati in fuga dalla Costa D’Avorio passano dalla padella alla brace. Quelli che fuggono attraverso il confine verso la Liberia hanno riportato casi di stupro, abuso sessuale ed omicidio ad Ong e gruppi per i diritti umani che lavorano nelle contee di Grand Geddeh e Nimba. L’Ufficio per i diritti umani dell’Onu ha affermato lunedì 18 Aprile che almeno 536 persone sono state uccise nei recenti scontri nella Costa D’Avorio occidentale.
Secondo testimonianze oculari, le forze pro-Gbagbo ed i combattenti seguaci di Ouattara sono entrambi stati accusati di uccidere e violentare civili da quando è cominciata la crisi politica a dicembre. Bambini nei villaggi della contea Nimba in Liberia hanno riferito ad operatori sul campo dell'Ong Equip di essere stati costretti a guardare le loro madri mentre venivano stuprate ed uccise. In diversi casi, gli stessi bambini sono stati aggrediti sessualmente.
Una donna ha detto allo staff di Equip di essere stata costretta a guardare uomini armati mentre violentavano la figlia di quattro anni. Secondo quanto riportato dai rifugiati, molti attacchi hanno avuto luogo fuori dai villaggi mentre le persone cercavano di fuggire o ai posti di blocco. I rifugiati hanno detto che le aggressioni sessuali sono state commesse sia dai gruppi armati sostenitori di Gbagbo sia da quelli sostenitori di Ouattara, come pure da membri delle milizie ai posti di blocco e, in misura minore, da parte di persone che hanno approfittato della vulnerabilità dei rifugiati.
 
Equip lavora in 23 cliniche nella contea Nimba ed assiste i sopravvissuti alla violenza sessuale e agli abusi per l'ottenimento del supporto medico e psicologico di cui hanno bisogno. Negli ultimi dieci anni la violenza sessuale in Costa D’Avorio è aumentata in maniera consistente, ha detto Corinne Dufka, ricercatrice sull’Africa occidentale per Human Rights Watch (Hrw). “In periodi di turbolenza politica la violenza sessuale ha un chiaro legame politico, ma sfortunatamente il generale senso di illegalità in Costa D’Avorio nell’ultimo decennio ha portato ad un preoccupante incremento della violenza sessuale in tutta la nazione”.
Tuttavia, la portavoce di Ouattara a Parigi Sogona Bamba, ha affermato che l’impunità non sarà tollerata. “Ouattara ha sottolineato che non vuole vedere impunità né dalla sua parte, né dall’altra. Non sosteniamo l’'indignazione selettiva'”. Ha poi aggiunto: “Siamo ora incastrati in un ciclo e dobbiamo uscire da questo ciclo e punire tutti coloro che hanno commesso atti di violenza, che siano dalla parte di Gbagbo o di Ouattara”.
 
Hrw ha documentato più di 20 casi di stupro con fini politici da parte delle forze militari pro-Gbagbo nei quali l’elemento etnico e politico era chiaramente identificabile, ma anche testimonianze di quello che sembra essere stupro con fini politici da parte dei sostenitori di Ouattara, ha detto Dufka. L’organizzazione ha anche documentato uccisioni extragiudiziali commesse da sostenitori di entrambe le fazioni, dichiarando che alcuni incidenti “rischiano di divenire crimini contro l’umanità nel caso dovessero diffondersi o diventare sistematici.”
 
Ivoriani fuggiti verso la Liberia hanno anche affermato di aver assistito ad omicidi. Un uomo di una trentina d’anni che attualmente si rifugia a Zwedru nella contea di Nimba è fuggito dopo aver assistito all’uccisione di 12 persone da parte di persone dichiaratesi appartenenti alle milizie pro-Ouattara vicino al confine con la Liberia, secondo quanto dichiarato dal direttore nazionale di Equip David Waines. Sebbene parti del paese siano state riportate all’ordine, ha affermato Waines (in particolare a Danané, un paese nella Costa D’Avorio occidentale), “ci sono ancora dei gradi di anarchia in tutto il paese. Restano impuniti per stupro, omicidio ed ogni tipo di abuso dei diritti umani”.
 
I rifugiati stanno arrivando in Liberia traumatizzati, esausti, affamati e spesso ammalati, ha detto lo staff della Ong. “Lungo tutto il confine fra la Liberia e la contea di Nimba, ho incontrato bambini rifugiati che non potevano sorridere. Erano troppo scioccati dalla violenza a cui avevano assistito”, ha dichiarato lo specialista del rischio di disastro dell’Ong Plan International Berenger Berehoudougou in una dichiarazione del 6 aprile. La maggior parte dei rifugiati con i quali ha parlato proveniva da villaggi vicino Duékoué dove sembra siano state massacrate fino a 800 persone.
Una donna, Félicité, proveniente da Daloa nella Costa D’Avorio occidentale è arrivata in Liberia nuda, con tre bambini sotto i sei anni. Era stata attaccata da banditi in Costa D’Avorio che le hanno rubato i vestiti e tutto ciò che aveva. La sorella è morta lungo il tragitto. “E’ stato un viaggio orribile. Erano fuggiti dalle sparatorie; hanno visto corpi morti lungo la strada; e sono stati costretti a guadare fiumi”, ha affermato Berehoudougou.
 
Molti bambini stanno arrivando senza genitori, dice Rae Mcgrath, direttore per le emergenze di Save the Children in Liberia orientale. “Più a lungo restano separati dai genitori, più grande è la probabilità che non saranno trovati”, ha affermato. L’organizzazione sta sistemando i bambini in famiglie d’adozione temporanee mentre cerca di rintracciarne i parenti. La maggior parte dei rifugiati riferisce che la violenza è guidata da motivi etnici e politici, secondo quanto riferito da Ong e gruppi per i diritti. Gli scontri politici in questa regione si estendono in gran parte su terreni etnici e religiosi. La violenza nell’occidente è legata anche a scontri di vecchia data per la terra che hanno opposto le comunità locali a gruppi esterni. Waines, dopo essere tornato dalla contea di Nimba dove ha parlato con i rifugiati, ha detto: “C’è un ampia dinamica etnica in questa violenza. Le dinamiche sono guidate da uccisioni ed attacchi etnici mirati. Molti dei rifugiati con cui ha parlato sono troppo nervosi per tornare in Costa D’Avorio, per paura di rappresaglie sotto un cambio della guardia”.
 
Human Rights Watch ha esortato Ouattara ed i comandanti delle sue milizie – noti come Forze Repubblicane della Costa D’Avorio (Frci) – ad ordinare pubblicamente a tutti i membri di rispettare le leggi sui diritti umani internazionali, indagare sui casi di uccisioni extragiudiziali ed altri abusi e di ritenere responsabili coloro che li hanno commessi.
Tuttavia, si crede che il livello di violenza possa diminuire dopo che diversi capi delle milizie che hanno combattuto per l’ex leader della Costa D’Avorio Laurent Gbagbo hanno promesso di sostenere il presidente Alassane Ouattara. I generali hanno giurato fedeltà a Ouattara il giorno in cui le forze armate hanno catturato Gbagbo mettendo fine al quarto mese di lotta per rimanere al potere. (Traduzione di Sara Marilungo)

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