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Siccità, grave rischio per due milioni di bambini del Corno d’Africa

L’Unicef sta facendo appello per raccogliere quasi 32 milioni di dollari per assistere i bambini e le donne in Kenya, Somalia, Etiopia e Gibuti, paesi che stanno tutti facendo fronte ad una crisi ritenuta la peggiore in 50 anni

13 luglio 2011

In esclusiva da News from Africa
NAIROBI – Più di due milioni di bambini sono malnutriti a causa della siccità nel Corno d’Africa, e mezzo milione di essi potrebbe presto morire o subire danni fisici e mentali permanenti.
Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) sta facendo appello per raccogliere quasi 32 milioni di dollari per assistere i bambini e le donne in Kenya, Somalia, Etiopia e Gibuti, paesi che stanno tutti facendo fronte ad una crisi ritenuta la peggiore in 50 anni. Mezzo milione di questi bambini stanno affrontando malattie mortali imminenti, con conseguenze durature sul loro sviluppo fisico e mentale. Il Programma alimentare mondiale (Wfp) sta già assistendo sei milioni di persone nei paesi colpiti, oltre all’Uganda orientale, ma l’impatto della siccità cresce e ci si aspetta che questo numero possa salire a 10 milioni. 
 
Gli alti prezzi del cibo e la prolungata siccità stanno aggravando la già disperata situazione per migliaia di famiglie che hanno bisogno di cibo ed acqua. Di conseguenza, molte famiglie stanno attraversando il confine con la Somalia mentre dei centri di nutrizione d’emergenza vengono istituiti dall’Unicef e altre associazioni umanitarie nel paesi vicini.
La situazione dei rifugiati cresce, con circa 10.000 persone che arrivano ogni settimana a Dadaab al confine fra la Somalia e il Kenya. Dadaab è il più grande campo profughi del mondo. Il Wfp stima che avrà bisogno di circa 477 milioni di dollari per colpire la fame nella regione fino alla fine dell’anno, ma ha un attuale carenza del 40 per cento di fondi per un ammontare di circa 190 milioni di dollari. La pianificazione anticipata e l’acquisto di cibo in anticipo hanno permesso al Wfp di far fronte ai bisogni correnti, ma con i bisogni alimentari in crescita, sarà necessario mobilitare ulteriori risorse per colpire la fame in tutta la regione del Corno d’Africa, ha affermato l’agenzia. 
 
Sebbene la comunità internazionale risponda a crisi improvvise, “sfortunatamente, le crisi umanitarie a ‘decorso lento’, come la siccità in peggioramento nel Corno d’Africa, non hanno ricevuto la stessa attenzione, lasciando milioni di donne, uomini e bambini soggetti alla malnutrizione e la fame devastante”, hanno affermato.
Le tre agenzie hanno chiesto alla comunità internazionale di impegnarsi in soluzioni più a lungo termine e a lunga durata, come l’assistenza alimentare sostenibile, il sostegno ai piccoli agricoltori ed il sostegno alle politiche e agli investimenti che colpiscono sfide principali come l’adattamento al cambiamento climatico, la preparazione e la riduzione e gestione dei rischi di disastro, i mezzi di sussistenza rurali, le infrastrutture produttive, la produzione ed il marketing, le istituzioni e la governance, la risoluzione dei conflitti, le questioni di pastorizia e l’accesso all’educazione e la salute basilari.  (Traduzione di Sara Marilungo)

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