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Diritti umani violati in Malawi e i donatori bloccano gli aiuti

Il governo di Wa Mutarika restringe i diritti politici e civili oltre a soffocare le istituzioni di tutela democratica e i media. Per questo l’Inghilterra, che mandava al paese circa 122 milioni di dollari statunitensi, ha deciso di bloccare i fondi

29 luglio 2011

(In esclusiva da News from Africa)
NAIROBI – Il Malawi, nazione dell’Africa centrale, è sotto i riflettori in seguito a due giorni di proteste che hanno visto la morte di 18 persone. Le manifestazioni sono state innescate dalla paura che il giovane stato democratico stesse scivolando indietro a uno stato dal governo monopartitico, dicono gli analisti. Secondo Judy Smith-Höhn, ricercatore sudafricano presso il gruppo di esperti dell’Istituto per gli studi sulla sicurezza (Iss) con base a Pretoria in Sudafrica, l’autoritaria reazione delle forze di sicurezza alle dimostrazioni, che secondo resoconti hanno visto l’uso di munizioni nella capitale Lilongwe, nella seconda città Blantyre e nella principale città del nord Mzuzu, potrebbe fare eco alla “primavera araba” di quest’anno ma “il contesto è interamente differente”. Il Malawi ha tenuto le sui prime elezioni multi-partitiche nel 1994, lo stesso anno in cui il Sudafrica ha messo fine all’apartheid.
 
L’Africa meridionale ha vissuto negli anni ‘90 in molti modi i tumultuosi eventi a cui si assiste oggi in Nord Africa e nel Medio Oriente “e tuttavia le persone cercano di usare le proteste come una sorta di ‘primavera Araba’ dell’Africa meridionale. L’Africa del nord dovrebbe imparare dalle esperienze dell’Africa del sud e non il contrario,” ha detto Smith- Höhn.
 
Petrus de Kock, ricercatore nel gruppo di esperti dell’Istituto sudafricano per gli affari internazionali (Saiia), ha dichiarato ad Irin che la violenta reazione da parte dei servizi di sicurezza del Malawi potrebbe essere stata influenzata dalla “primavera araba”, in quanto i governi dell’Africa del sud erano “molto suscettibili” alle proteste sulla scia dei recenti avvenimenti. Fra le rivendicazioni dei manifestanti del Malawi c’erano la repressiva legislazione sui mezzi d’informazione e la cattiva gestione economica. L’analista politica con base a Lilongwe Augustine Magolowondo ha affermato che c’era un “senso di tradimento” nell’elettorato dopo che le elezioni del 2009 hanno visto il presidente Bingu wa Mutharika straordinariamente sostenuto per un secondo mandato. “Una maggioranza degli abitanti del Malawi riferisce che ciò che accade ora rischia di portare ad un autoritarismo monopartitico e che la gente resiste a tale tipo di sviluppi, con Wa Mutharika che restringe i diritti politici e civili oltre a mettere a rischio, se non addirittura soffocare, le istituzioni di tutela democratica”, ha affermato.
 
Sotto il mandato di Wa Mutharika, la scarsità di cibo del Malawi ha fornito la spinta per una forte espansione dell’economia rurale che ha visto il paese produrre un’eccedenza di cibo attraverso uno schema per lo sviluppo agricolo che è stato descritto come una “rivoluzione verde unica”. Ma l’acquisto di un costoso jet presidenziale nel 2010 - mentre il 60% delle 13 milioni di persone del Malawi sopravvive con un dollaro al giorno o meno - ha provocato costernazione nella comunità dei donatori.

De Kock ha affermato che una caratteristica dei governi democratici dell’Africa subcontinentale era quella di possedere “forti partiti di governo che accentrano potere ed autorità all’interno dei gruppetti che li circondano, con grandi divisioni di classe. La maggioranza della popolazione vive ai livelli marginali di sussistenza e risente di ogni minimo rincaro dei prezzi. La pressione sui mezzi di sussistenza dei poveri può molto rapidamente far scattare questo tipo di situazioni”.
 
Nel settembre 2010 residenti nella capitale del Mozambico Maputo hanno protestato contro una serie di incrementi dei prezzi dall’elettricità al pane, costringendo il governo del Frelimo ad annullare gli incrementi e mantenere le sovvenzioni introdotte nel 2008, prima delle elezioni nazionali del 2009.
 
In quel periodo analisti economici avevano avvertito che tali sussidi generalizzati erano insostenibili e il Frelimo aveva promesso che il modello di sovvenzioni sarebbe stato modificato nel giugno del 2011 con un paniere alimentare destinato alla popolazione urbana povera, per risparmiare così milioni di dollari spesi ogni mese per sussidi generalizzati da tale governo dipendente dai donatori. Claudia Altorio, portavoce per il Programma alimentare mondiale dell’Onu, ha affermato: “Il paniere alimentare di base è ancora sotto revisione da parte del governo del Mozambico”.
 
Il Malawi, dipendente per il 40% dai finanziamenti dei donatori, ha perso credibilità fra i donatori occidentali in seguito a preoccupazioni relative a diritti umani e malgoverno, ed i fondi sono stati ritirati o non rinnovati. I donatori hanno mostrato i muscoli col Mozambico relativamente a questioni simili ed hanno intrapreso uno “sciopero” nel quale il sostegno finanziario è stato sospeso fra dicembre 2009 e marzo 2010, chiedendo azioni su riforme elettorali, corruzione e la spesso sfocata linea che divide lo stato e il partito di governo del Mozambico, il Frelimo, fra le varie cose.
 
In Malawi le preoccupazioni dei donatori non hanno scoraggiato il presidente Wa Mutharika: a giugno ha promesso un deficit 2011-2012 pari a zero, e sta cercando di colmare il vuoto lasciato dalla carenza di fondi con un 16,5% di Iva su articoli precedentemente esclusi come il pane, il latte e la carne, insieme ad imposte aggiuntive sul carburante.
 
L’Iss ha affermato in un recente comunicato stampa che “i donatori stavano bloccando più di 400 dollari statunitensi in aiuti per protestare contro le repressive leggi sui media del governo e sul malgoverno,” ma il dissidio più noto è stato con il Regno Unito, la ex potenza coloniale. “La maggior parte degli aiuti mancanti proviene dal contributo inglese, sospeso da quando Wa Mutharika cacciò l’ambasciatore inglese a causa di osservazioni sull’autoritarismo e l’intolleranza rese note in una fuga di notizie,” ha riportato Africa Continental, una pubblicazione specialistica.

Il Regno Unito forniva ogni hanno circa 122 milioni di dollari statunitensi al Malawi, dei quali 49 milioni di dollari sono serviti a finanziare il settore della sanità pubblica, ma il Dipartimento per lo sviluppo internazionale (Dfid) del Regno Unito ha fornito il suo ultimo esborso in marzo e ha deciso di non rinnovare l’impegno di sei anni di finanziamento che è terminato nel giugno 2011.
 
Nel giugno 2011 il rappresentante locale del Fondo monetario internazionale Ruby Randall ha dichiarato ai media locali a Lilongwe che le previsioni di crescita del governo del 6,9% nel 2011 e del 6,6% nel 2012 non erano realistiche. “Ci sono numerosi impedimenti strutturali a cui fa fronte l’industria del Malawi, come l’insufficienza di carburante, l’inconsistente fornitura di elettricità, la carenza d’acqua nelle città,” ha detto. “Tutto questo ha inciso sulla produttività”.

L’Iss ha detto che Wa Mutharika “si trova ora ad affrontare una diffusa insoddisfazione a livello locale e bilaterale. Le stazioni di servizio sono ora caratterizzate da lunghe code, gli impiegati statali sono rimasti per mesi senza salari e il Malawi potrebbe esibire sintomi di bancarotta. Il governo di Wa Mutharika viene percepito in maniera sempre maggiore come intollerante a voci dissenzienti“.
 
L’analista politico Magolowondo ha affermato che Wa Mutharika aveva spiegato che era preparato per un “chiarimento soprattutto con donatori occidentali ma la natura dell’economia del Malawi, tuttavia, è tale che per l’immediato futuro gli aiuti rimarranno critici. Le costanti aspre relazioni fra il presidente ed i partner allo sviluppo sfortunatamente avranno conseguenze negative in quanto ad un certo punto diverrà chiaro che il governo del Malawi non può fare da solo,” ha detto. (Zachary Ochieng, traduzione di Sara Marilungo)

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