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Arezzo, aumentano le richieste d’aiuto ai centri d’ascolto Caritas

Nei primi nove mesi del 2011 si sono presentate 1.271 persone, lo stesso numero di tutte quelle del 2010. Lamentano principalmente problematiche di tipo abitativo. Il 33% è di nazionalità italiana

11 novembre 2011

AREZZO – Aumentano le richieste d’aiuto alla Caritas di Arezzo. Nei primi nove mesi del 2011 sono state registrate presso il centro di ascolto diocesano 1271 persone. A destare preoccupazione è il fatto che la stessa cifra era stata raggiunta dalla Caritas diocesana in tutto il 2010, un anno già molto difficile. Le richieste di aiuto infatti erano aumentate rispetto al 2009 del 40%. Nello specifico, nei primi nove mesi del 2011 il centro di ascolto ha preso in carico interventi di sostegno per 486 persone. La Caritas ha svolto un servizio di primo ascolto, volto cioè a fornire orientamento, informazioni e consulenze di vario genere, ma anche piccole distribuzioni e conferimento di prodotti a 384 persone. Forte è stata anche la richiesta di aiuto per il “problema casa”: la rete delle case di accoglienza è stata utilizzata, nei primi nove mesi dell’anno, da 135 persone. Anche il servizio delle mense ha visto crescere i frequentatori facendo registrare 87 persone, vale a dire circa il 40% di coloro che hanno frequentato questo servizio; 79 persone si sono registrate all’ambulatorio medico, 49 per il microcredito e 53 ai soli centri di ascolto parrocchiali di Cortona e di San Donato ad Arezzo.

la fascia di età più registrata è quella 30-39 anni, il 34% di coloro che si rivolgono alla Caritas, seguita da quella 40-49 (28%). Da segnalare anche la crescita della presenza di persone ultrasessantenni che sono il 6% del totale. Ben il 33% dei richiedenti aiuto sono italiani. Tra gli stranieri, ci sono soprattutto romeni (17%), marocchini (12%), bengalesi (7%), albanesi (5%), nigeriani (5%). Il 5% di coloro che si recano in Caritas è laureato. “In risposta alla prevalente funzione pedagogica della Caritas diocesana, che ci interroga come Chiesa e come cristiani – spiega il direttore don Giuliano Francioli - l’intera diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro vuole evidenziare un lento ma progressivo impoverimento del nostro territorio. Questi dati che oggi diffondiamo non hanno lo scopo di avanzare allarmismi bensì di stimolare una riflessione collettiva che ci permetta di trovare insieme delle risposte promozionali alle tante richieste di aiuto”.

“Siamo di fronte a un trend di impoverimento legato non solo a problemi economici, lavorativi e alloggiativi – commenta don Giuliano Francioli - ma anche di povertà culturale, di scarsa socializzazione e di aumento dei disagi personali. È anche per questo che negli ultimi anni la famiglia è diventata la principale beneficiaria degli interventi della Caritas diocesana, un lavoro che comporta un notevole sforzo organizzativo ed economico per garantire la coesione sociale e i diritti di cittadinanza. Oggi, è per noi importante evidenziare la complessità di questo momento storico partendo proprio dai bisogni reali delle persone. Chiediamo alle comunità parrocchiali, alle istituzioni pubbliche e private, alle categorie economiche e finanziarie di questo territorio, di unirsi a noi nel garantire a tutti i nostri concittadini una vita dignitosa e di piena inclusione sociale”.

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