:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Ascoli: “Contro la crisi si colpiscono pensioni, istruzione, lavoro e sanità”

Il professor Ugo Ascoli al convegno ‘Democrazia e cambiamenti sociali’. Presente anche l’assessore Allocca: “Il volontariato deve assumere più valore politico. Le risorse ci sono, ma non ce le danno”

20 gennaio 2012

FIRENZE - "Le risposte contro la crisi sono le stesse in tutta Europa: si colpiscono pensioni, lavoro, istruzione, sanità". Così Ugo Ascoli, professore di sociologia economica presso l’Università politecnica delle Marche, durante il convegno ‘Democrazia e cambiamenti sociali: il ruolo del volontariato e del terzo settore’, in corso a Pisa e organizzato dall’Università del Terzo Settore (UniTS). Secondo Ascoli, “la crisi non si risolverà in sei mesi o un anno, a differenza del '29, questa crisi riguarda solo una parte del mondo industrializzato". Cupo lo scenario che prevede Ascoli: “La crisi continuerà senza regole. E la finanza continuerà a comandare, mentre le politiche europee non sono all'altezza".

Tra i tanti interventi, anche quello dell’assessore al welfare della regione Toscana Salvatore Allocca: “Il volontariato – ha detto Allocca - è un soggetto strategico che deve assumere sempre di più un valore politico. In ballo non c'è solo la questione dei servizi. Il volontariato è infatti un'enorme risorsa capace di intervenire sulla qualità della vita. Del resto dobbiamo fare i conti con la scarsezza delle risorse. Ma sia chiaro: non è che i soldi non ci sono, il problema è che non ce li danno”. 
Secondo Allocca, “ci sarebbero soluzioni possibili. Un esempio? In Toscana ci sono 423 mila abitazioni sfitte. Ecco, se potessimo mettere una tassa di 10 euro in media al mese (120 euro l'anno, cifra che non ritengo eccessiva per chi si permette di non mettere a frutto la casa) saremmo capaci di mettere insieme circa 50 milioni di risorse ogni anno. Cioè più di quanto la regione Toscana impiega per il sociale e per l'emergenza abitativa. 

Secondo Allocca, “non esiste una politica redistributiva”. Cosa fare? “Prima di tutto non dobbiamo cadere nella ‘sindrome del treno’: se il convoglio è affollato, i passeggeri litigano fra loro anziché protestare per l'inefficienza del servizio. Manca quindi l'elemento della solidarietà, che va ridiscusso. Occorre puntare alla qualità, cercando di ristabilire nella società il principio dello ‘scambio solidale’. L'impegno del volontariato, in questo senso, può riempire quei vuoti lasciati dalla crisi occupando spazi destinati all'economia solidale”.
 

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa