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Londra 2012, l’atletica italiana è tornata grande. Il ct: “Lo dimostreremo sul campo”

Verso le Paralimpiadi. Undici azzurri voleranno ai Giochi, con la componente rosa in grande spolvero. Sicure del posto Legnante, Caironi e Minetti, rischia la Versace. Torna il sempreverde De Vidi, enigma La Barbera al termine della squalifica per doping

20 luglio 2012

ROMA – Fino all’ultimo giorno disponibile. La spedizione azzurra dell’atletica leggera, che ha già alcuni nomi intoccabili, sarà definita nella sua interezza solamente quando non si potrà più rimandare ulteriormente la decisione, comunicando al comitato internazionale paralimpico l’elenco degli azzurri prescelti a portare alto l’onore dell’Italia. Il commissario tecnico della nazionale italiana, Mario Poletti, parla chiaro e fissa il 5 agosto prossimo la data in cui la lista degli atleti italiani potrà essere considerata definitiva. Un gruppo che, rispetto agli anni passati, ha ritrovato competitività e voglia di crescere e di stupire, con alcuni atleti capaci – in questi mesi di preparazione – di risultati davvero strepitosi. Italia altamente competitiva, dunque, soprattutto grazie alle donne.

ATLETICA IN ROSA, QUATTRO AL SICURO. In base ai risultati degli ultimi anni, la federazione internazionale ha assegnato all’Italia 11 slot: a Londra dunque la squadra azzurra sarà composta da 6 uomini e 5 donne. Pochi, cinque posti, per il valore che le atlete azzurre hanno dimostrato in questi mesi.  “In linea di massima, grazie al livello raggiunto, alcune – dice Poletti - sono sicure del posto”. E cita anzitutto Assunta Legnante, ex campionessa italiana del getto del peso fra gli atleti olimpici e ora in gara fra i paralimpici a causa di una sopravvenuta cecità: di punto in bianco ha realizzato il record del mondo, migliorato più volte. Lasciarla a casa davvero non si può. Stessa situazione per Martina Caironi, fresco primato mondiale sui 100 metri: a Londra ci sarà, così come sarà in lista anche Annalisa Minetti, che con la guida Andrea Giocondi ha fissato il record del mondo della sua categoria. In verità, la gara della Minetti a Londra vedrà un accorpamento di più categorie, per cui le previsioni sono quelle di una lotta per la terza piazza. Abbastanza, comunque, per inserirla nell’elenco dei partenti. Anche per il quarto partente i giochi dovrebbero essere già fatti: avanti alle altre c’è infatti Oxana Corso, atleta con cerebrolesione, russa naturalizzata in Italia, che vive a Roma e che grazie alla riclassificazione ottenuta agli Europei d’Olanda appena conclusi, è diventata la donna da battere nella nuova categoria assegnatale, la T35 al posto della vecchia T37.

DONNE, LOTTA A QUATTRO PER L’ULTIMO BIGLIETTO. Con Corso, senza dubbio ha le carte in regola per volare ai Giochi anche una vecchia conoscenza come Elisabetta Stefanini, già bronzo nella maratona e nei 10 mila metri ad Atene 2004. “Purtroppo lei – ricorda Poletti facendo riferimento ad una caduta dalle scale in casa, con conseguente distorsione alla caviglia - ha avuto un contrattempo che non le ha consentito di fare il suo meglio agli Europei ma potrà comunque gareggiare nei 100mt, nei 200mt e forse anche nei 400mt”. Fra le donne ad essersi avvicinate alla possibile qualificazione ci sono Carmen Acunto (per lei già una partecipazione ad Atene 2004), Federica Maspero e Giuseppina “Giusy” Versace, sulla quale è da tempo concentrata l’attenzione mediatica. “Giusy fa bene a sperare – dice Poletti - ma deve obiettivamente valutare il grado di competitività che ha raggiunto, perché le ranking, rispetto al passato, ora sono attendibili e parlano chiaro. Bisogna guardare la prestazione all’interno della classifica”. In sostanza, dice Poletti, non basta considerare la posizione occupata in graduatoria, ma occorre valutare anche la differenza di prestazione con le atlete che la sopravanzano. La sensazione è che la Versace alla fine sarà sacrificata: “I posti sono quelli che sono…”.

UOMINI, ANCORA DE VIDI. Fra gli uomini, che pure hanno un posto in più (sei i partenti per Londra) la competizione è meno ferrea. Ci sarà il veterano Alvise De Vidi, che gareggerà nei 100 metri dopo che la sua gara preferita era stata eliminata dal programma di gare a Pechino 2008. Non lotterà per l’oro (“il primo posto è già prenotato da un avversario la cui categoria – dice Poletti – andrebbe rivisitata, per quanto è inverosimile, dal momento che le sue potenzialità sono nettamente al di sopra rispetto alla categoria), ma potrebbe esserci la gioia del podio: “La terza piazza è alla sua portata”, azzarda il ct. Con De Vidi dovrebbero esserci due maratoneti: Walter Endrizzi “che si sta allenando in altura” e Alessandro Di Lello, nuovo del gruppo. Nei 1500 metri c’è Davide Della Palma, bronzo ai recenti europei, nelle gare veloci potrebbe trovare spazio Riccardo Scendoni, in quelle a lunga gittata l’inossidabile Andrea Cionna.

DOPING, ENIGMA LA BARBERA. E poi, c’è la sorpresa finale, che potrebbe rispondere al nome di Roberto La Barbera, stella dell’atletica italiana che due anni fa fu trovato positivo allo stanozololo: i due anni di squalifica che ha scontato terminano il 22 luglio, e a quel punto avrà due settimane di tempo, fino al 5 agosto, per fissare i minimi. “Di Roberto e di un suo ipotetico rientro in squadra – confida il ct Poletti – si è parlato anche con i diretti interessati che concorrono per il posto e che hanno contribuito alla qualificazione della squadra: lui è un atleta che può aver sbagliato ma ha pagato la sua sanzione. Che, io credo, è stata molto severa, dura, anche oltre la misura imposta a molti altri atleti, anche olimpici. In ogni caso, ha pagato il suo debito e può giocarsela perfettamente alla pari con gli altri. Per cui – dice Poletti - fino al 5 agosto ha tempo di meritarsi la convocazione: ha la possibilità, nonostante la non più giovanissima età, di qualificarsi non solo nel salto in lungo, la sua specialità, ma anche nei 100 e 200mt”. Per la lista definitiva, insomma, si aspettano solamente le sue prove.

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Tag: Paralimpiadi 2012

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