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Londra 2012. Nuoto: 11 gli azzurri. Il ct: “Scelte difficili, siamo stati obiettivi”

Verso le Paralimpiadi. A Londra andranno sette uomini e quattro donne: ecco i loro nomi. Il ct Riccardo Vernole: “Grande travaglio, ma abbiamo fatto buone scelte”. L’Italia è settima nella ranking europea, 14esima in quella mondiale

20 luglio 2012

ROMA – Gli ultimi giorni prima della decisione definitiva sono stati giorni vissuti “con grande travaglio”, con “gioia” per chi entra a far parte della spedizione e con “dolore” pensando a quanti invece sono stati lasciati a casa. Riccardo Vernole, responsabile tecnico del nuoto paralimpico, ha scelto gli 11 azzurri che occuperanno gli 11 posti assegnati all’Italia dall’Ipc Swimming, la federazione internazionale del nuoto. Sono 7 uomini e 4 donne, un numero che pone l'Italia, per numero di atleti in gara, al settimo posto a livello europeo e al quattordicesimo a livello mondiale. Vero che i tempi minimi di qualificazione possono essere ottenuti, da regolamento, fino al prossimo 6 agosto, ma i giochi in casa azzurra ormai sono già fatti.

Per farli lo staff tecnico si è fatto in quattro, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione per poter arrivare a fare delle scelte il più possibile oggettive: è stato infatti utilizzato “un sistema di calcolo e comparazione tra le diverse prestazioni e la classifica dell'anno in corso, valutando più parametri possibili per poter essere pienamente obiettivi”. Del resto, ricorda Vernole, “almeno cinque o sei atleti possono ambire ad una medaglia, e gli altri comunque centrare la finale”. Il tutto, in un panorama internazionale sempre più difficile: “La tendenza delle nazionali straniere, ultimamente, è quella di cercare nuovi atleti tra gli ex olimpici, ragazzi che si sono infortunati ma che vengono da un passato agonistico già d'altissimo livello”. Capaci di fare, insomma, ottimi tempi. Ma gli italiani non sono da meno, per quanto in molti arriveranno a Londra da esordienti. “Ma già a 18 o 19 anni c’è l’età per una prima paralimpiade”, dice Vernole. “Siamo pronti a dare il meglio”. 

Ecco dunque chi sono i convocati. Sarà la prima paralimpiade per Nicolò Bensi (Circolo Canottieri Aniene), 27 anni, bronzo agli europei 2009, atleta paraplegico dopo un incidente di motocross, così come per il diciottenne Francesco Bocciardo (Asd Formidabile Srl), settimo nei 400sl agli europei 2011 e per il ben più anziano Michele Ferrarin (Gruppo Promozionale S. Michele Verona), classe 1971. Torna ai Giochi Efrem Morelli (Polisportiva Bresciana No Frontiere On), decimo nei 100 rana a Pechino 2008 e poi quarto nei 200 misti e nei 50 farfalla agli europei 2011 di Berlino. Le speranze di medaglia sono riposte soprattutto in tre atleti: il primo è Francesco Bettella (Aspea Padova), 23 anni, esordiente alle Paralimpiadi ma bronzo nei 200 stile libero sia ai mondiali 2010 di Eindhoven che agli europei 2011 di Berlino. Poi c’è Federico Morlacchi (Pol.Ha Varese), 19 anni, anche lui esordiente ai Giochi ma con alle spalle un quarto posto mondiale nei 100 delfino nel 2010, oltre ad un argento agli europei 2011 nei 100 delfino e a due bronzi europei nel 2009 nei 200 misti e nei 100 delfino. Infine, fra gli atleti con disabilità visiva, Fabrizio Sottile (Fiamme Gialle), alla sua prima edizione paralimpica dopo un bronzo nei 400 stile agli europei 2011 e un quarto posto nei 100 stile libero.

Fra le donne, in vasca scenderanno la 33enne Stefania Chiarioni (Circolo Canottieri Aniene), prima esperienza ai Giochi e settima nei 50 metri farfalla ai mondiali 2010, la napoletana Emanuela Romano (Asd Nuotatori Campani), 22 anni, quinta nei 100 stile libero ai mondiali 2010 e Cecilia Camellini (Asd Tricolore – R.E.), che torna ai l’argento nei 50 e nei 100 stile libero conquistati a Pechino 2008, e forte del titolo mondiale conseguito nel 2010 nei 100 stile e nei 100 dorso. A completare la squadra, Immacolata Cerasuolo (Asd Nuotatori Campani), oro nei 100 farfalla ad Atene 2004 (poi sesta a Pechino 2008) e argento sempre ad Atene nei 200 misti (poi quinta quattro anni dopo a Pechino). E’ la veterana della squadra, una – dice il ct – “che non ha nulla da dimostrare, che ha vinto un oro ad Atene, si è sposata, ha avuto due figli, e che oggi si vuole rimettere in gioco, dimostrando una carica mostruosa e una capacità di sacrificio grandissima che potrebbe essere un messaggio per tutti i giovanissimi”.

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Tag: Paralimpiadi 2012

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