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Si spegne la fiaccola olimpica: cala il sipario sui ''più grandi Giochi di sempre"

Fiamme e musica per la cerimonia conclusiva delle paralimpiadi. A spegnere il braciere di Londra due grandi atleti di casa, Ellie Simmonds (4 medaglie nel nuoto) e Jonnie Peacock (oro nei cento metri T44). Per l'Italia c'è Zanardi

10 settembre 2012

LONDRA - Si spegne il braciere e si spengono le luci sulle Paralimpiadi e su una lunga e straordinaria estate: Londra 2012 chiude i battenti e saluta il mondo, e lo fa con una cerimonia di chiusura all'insegna della musica - quella dei Coldplay -, dei ringraziamenti - agli atleti, ai volontari, al pubblico - e del fuoco, vero denominatore comune di tutto lo spettacolo conclusivo. Ci sono fiamme ovunque, nelle scene create dal direttore artistico Kim Gavin, ad iniziare da quelle che circondano i portabandiera che, tutti assieme, affollano la parte centrale dello stadio. Per l'Italia, c'è Alessandro Zanardi, scelto dal Comitato italiano paralimpico dopo le sue tre medaglie, due ori individuali e un argento a squadre. Gli atleti non sfilano come durante la cerimonia di apertura, qui sono insieme protagonisti e spettatori, ai margini del grande palcoscenico all'aperto che è diventato il campo da gioco: miscela esplosiva con la musica dei Coldplay, che trascina a lungo lo stadio rapito dall'incrocio della loro musica con la scenografia messa in campo da Gavin. Ci sono biciclette incendiate che fanno il giro di pista, ballerine che scendono dal cielo sorrette da grandi palloncini, una moto che attraversa, sospesa a trenta metri d'altezza, l'intero stadio da curva a curva, e poi luci, balli, colori, e le vibrazioni dei bassi che insieme alla musica rendono l'atmosfera ancora più coinvolgimente. Ovazione per la band inglese e per Rihanna, che appare al loro fianco e contribuisce ad arricchire la serata.

Da "Up against the world", "Yellow", "Up in flames", "Paradise" (i classici della band), il suono duro si addolcisce con Rihanna ("We found love") e si fonde con quello leggero della London Paraorchestra. Gli atleti si divertono, probabilmente molto più di quanto non abbiano fatto undici giorni fa, durante la cerimonia di apertura. Ma i due momenti, l'apertura e la chiusura, hanno ritmi ed esigenze differenti, e a poco vale confrontarli, anche se l'impressione è che, ancora una volta, lo spettacolo schietto dell'appuntamento conclusivo abbia colpito nel segno molto più che quello meditato, riflessivo e comunque suggestivo che aveva caratterizzato il via all'evento Paralimpiadi 2012.

E' un boato quello che accoglie sei atleti, in rappresentanza di tutti coloro che hanno gareggiato, e insieme a loro sei volontari, con divisa viola d'ordinanza. In 70 mila, onnipresenti, hanno rappresentato un punto di riferimento essenziale per tutti coloro che in questi giorni sono stati a Londra: il ringraziamento collettivo è sentito e quanto mai grato. A spegnere il braciere paralimpico sono due atleti di casa, due grandissimi personaggi conosciuti da tuto il paese. La bandiera paralimpica viene ammainata dallo di Londra e passando prima dalle mani del sindaco Boris Johnson e poi da quelle del presidente del comitato paralimpico internazionale, Philip Craven, arrivano a quelle, entusiaste, del sindaco di Rio de Janeiro Eduardo Pes, che non sta nella pella e la sventola a più non posso: e mentre la bandiera brasiliana viene issata, risuonano le note dell'inno brasiliano. E' il passaggio di consegne: fra quattro anni, sarà Rio de Janeiro 2012. A spegnere definitivamente il braciere di Londra sono due grandi atleti di casa, ormai conosciutissimi da tutto il pubblico britannico: Ellie Simmonds, quattro medaglie nel nuoto, e Jonnie Peacock, oro nei cento metri T44 nella gara che ha visto Oscar Pistorius fuori dal podio, solo quarto. Due personaggi che chiudono "i più grandi Giochi Paralimpici di sempre", parola di Phil Craven, presidente Ipc, mentre li dichiara ufficialmente chiusi. (ska)

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Tag: Paralimpiadi 2012

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