:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Sei medaglie per l’atletica. Carboni: “Risultati buoni, in linea con le aspettative”

Parla il responsabile tecnico della nazionale paralimpica di atletica: “Esperienza assolutamente positiva sia sul piano agonistico che su quello gestionale”. E sui regolamenti di gara: “L’Ipc provveda a cambiarli, o rischia grosso”

10 settembre 2012

LONDRA – “Risultati assolutamente in linea con le nostre rosee aspettative”. E’ soddisfatto Francesco Carboni, responsabile tecnico della nazionale di Atletica paralimpica, che fa un bilancio della spedizione italiana a Londra e non nasconde una certa soddisfazione per quello che gli atleti azzurri sono riusciti a dimostrare. “Sia io che il Ct Poletti siamo completamente soddisfatti dei risultati ottenuti. La gestione del Commissario tecnico e dell’intero staff è stata ottimale, da tutti i punti di vista. Quindi penso di poter dire che si è trattato di una esperienza assolutamente positiva sia sul piano agonistico che su quello gestionale”.

Veniamo alle medaglie: 2 ori, 3 argenti e 1 bronzo, 6 in totale…
“Sono molto soddisfatto dei due argenti della Corso. Mi sembra giusto, visto che Oxana è l’atleta più giovane di tutta la delegazione italiana a Londra! Sono, dunque, 2 medaglie belle oggi ma anche importanti in proiezione futura. E che aiutano a crescere ulteriormente. Poi sono ancora emozionato dalla gara di Martina Caironi, bellissima! Sulla Legnante  posso solo dire che è stata una grande gioia. E’ una medaglia che deve essere di stimolo anche per lei, per la sua vita e per il suo percorso di completo reinserimento nella società. Andiamo avanti. L’argento di De Vidi è quello a cui tengo di più. E’ una soddisfazione grande: Alvise ha sposato alla grande la causa e ha onorato nel migliore dei modi la sua partecipazione. Dietro di lui c’è il lavoro importante di tutta la Federazione, che lo ha messo in condizioni di fare bene. Poi c’è il bronzo della Minetti e della guida Andrea Giocondi. Anche in questo caso grande gioia e la soddisfazione per un lavoro che si è concretizzato dopo grandi fatiche”.

Qualcuno farà i raffronti con i risultati delle Olimpiadi un mese fa…
“E questo non va bene! Le nostre sei medaglie si aggiungono a quella di bronzo conquistata all’Olimpiade da Di Donato nel salto triplo. Vorrei che si considerasse il movimento dell’atletica nel suo complesso. Ecco, da questo punti di vista l’atletica italiana alle Olimpiadi ha conquistato in totale 7 medaglie!”

Paralimpiadi nello splendido scenario londinese. Che Giochi sono stati?
“Belle, intense, partecipate. E ben organizzate. Noi in assoluto non abbiamo avuto alcun problema per il trasporto, per mangiare, per la gestione degli atleti. Da 15 giorni, insomma, mai avuto problemi di natura logistica. Siamo stati messi nelle migliori condizioni di lavorare. Per il resto si è respirato un grande entusiasmo, si è visto sport di altissimo livello. Un clima che tutti gli atleti vorrebbero respirare. Infine c’è stato l’entusiasmo del pubblico: ho visto sempre lo stadio pieno, ma soprattutto pieno di gente che partecipava! Il giorno della medaglia, De Vidi è uscito dallo stadio e ha fatto almeno 200 foto con bambini, famiglie intere, tutti attorno a lui! Stessa cosa per la Caironi. Vedere e ascoltare l’intero stadio, in occasione della sua premiazione,applaudire e ritmare l’Inno di Mameli è stata una emozione che non dimenticherò”.

Tornando all’aspetto agonistico, l’impressione è che l’atletica paralimpica stia crescendo. Le parziali difficoltà di Pistorius insegnano…
“Pistorius non è e non sarà mai uno dei tanti. Gli va riconosciuto il grande merito di aver ‘sfondato lo schermo’ e di aver veicolato ai massimi livelli il messaggio paralimpico. Di diverso c’è che in questa Paralimpiade, grazie alla grande e costante presenza dei media, sono emersi anche altri personaggi, atleti di valore. Talenti, insomma, che possono aspirare a competere con i ‘normodotati’ all’Olimpiade. In realtà io non faccio più distinzioni tra Olimpiadi e Paralimpiadi. Le uniche differenze sono ormai legate solo ai regolamenti e alla burocrazia”.

Appunto, i regolamenti. A Londra si è protestato per la commistione di atleti con diversi gradi di disabilità nella stessa gara, per gli atleti guida, ecc… Insomma, tante criticità.
“Sì, i problemi diventano tanti. L’Ipc dovrà avere la coscienza e la pazienza di ragionare su questi aspetti, perché non c’è dubbio che determinati regolamenti cambiano le carte in tavola e falsano il gioco. L’Ipc deve farlo, perché altrimenti rischia grosso. Nella gara della Stefanini la guida ha lanciato il suo atleta sul traguardo, e nessuno ha detto nulla. Poi c’è il discorso protesi, carrozzine, ecc… In questo post-Paralimpiade il Comitato internazionale si dovrà porre tutte queste questioni”. (daiac)


 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Paralimpiadi 2012

Stampa Stampa