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Tennistavolo, frecciata del ct Arcigli: “La professionalità non basta, ci vuole professionismo”

Il responsabile tecnico crede che in Italia si dovrebbero concedere più attenzioni agli atleti disabili: “La disabilità è una risorsa, non un peso”. Sul bronzo sfumato della squadra femminile: “Tanta amarezza"

10 settembre 2012

LONDRA – La nazionale italiana del tennistavolo torna da Londra con una sola medaglia, l’argento individuale di Daniela Pezzutto, un bottino più scarso rispetto a Pechino, dove erano state conquistati due argenti e un bronzo. Il ct Alessandro Arcigli, ancora amareggiato per la clamorosa rimonta subita ieri dalla squadra femminile contro la Gran Bretagna nel match per il bronzo, commenta la Paralimpiade dei suoi: “Sono comunque soddisfatto, nessuno dei ragazzi ha perso contro qualcuno dal ranking più basso del loro, quindi nessuna prestazione è stata deludente. Mi è piaciuta la prova dell’esordiente Alecci. Peccato per la partita di ieri, è successo l’inverso della semifinale ai mondiali 2010: in quell’occasione eravamo sotto di 2 set e vincemmo la partita inaspettatamente. Stavolta forse meritavamo di più noi”.

Arcigli poi si sofferma sulla necessità di investire di più nello sport paralimpico, definendo le medaglie che una nazione ottiene alle Paralimpiadi un po’ uno ‘specchio del proprio pil sociale’. “I nostri atleti” spiega, “sono anche lavoratori, perché per loro in Italia non è possibile vivere di sport come fanno i loro colleghi normodotati. Ciò non significa che non siano professionali, ma dovrebbero iniziare ad essere professionisti per competere a livelli così alti”. Fa il confronto con stati che garantiscono agli atleti disabili condizioni adatte alla pratica sportiva a livello agonistico, cosa che in Italia ancora non succede. “Non sono paragonabili le attenzioni che vengono loro rivolte in paesi come la Gran Bretagna o anche l’Ucraina e altri stati europei, dove hanno capito che la disabilità non è un peso ma una risorsa”. Essendo questi stati i Giochi che hanno fatto cambiare la concezione della disabilità, spera che anche in Italia avvenga presto un “cambio di mentalità generale”.

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Tag: Paralimpiadi 2012

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