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Pace, a Firenze oltre 4 mila attivisti. I fiorentini accolgono in casa 800 persone

Chiusa "Firenze 10+10": presenti 28 paesi rappresentati da 300 reti e organizzazioni di tutta Europa. Grande successo anche della campagna “Occupy my room”. Il 23 marzo grande manifestazione a Bruxelles in occasione del summit dell’Ue

12 novembre 2012

FIRENZE – Oltre 4 mila partecipanti, 28 paesi rappresentati da 300 reti e organizzazioni di tutta Europa, dalla Grecia alla Norvegia, e dai paesi della sponda sud del Mediterraneo.
Si chiude con questi numeri l’evento Firenze 10+10. Grande successo anche della campagna ‘occupy my room’, l’invito alla città ad ospitare chi non era in grado di pagarsi l’alloggio: 800 persone ospitate in case private, in circoli Arci e case del popolo o in parrocchie; 300 alloggiate alla Fortezza da Basso, luogo dell’evento. 
Per la prima volta dopo molti anni - spiega Tommaso Fattori, uno degli organizzatori - rappresentanti e attivisti delle più importanti reti europee sono riusciti a ritrovarsi, dopo anni in cui eravamo immersi in una frammentazione disastrosa. Questa iniziativa – aggiunge - non aveva la pretesa di mettere insieme decine di migliaia di persone a manifestare come nel 2002, ma di creare una riunione internazionale di attivisti delle più importanti reti europee. E’ da questo evento che nasceranno grandi manifestazioni di piazza”. La prima si terrà il 23 marzo durante il summit primaverile dell’Unione Europea: “Sarà una giornata di mobilitazione internazionale con una gigantesca manifestazione a Bruxelles o con tante grandi dimostrazioni nelle varie capitali”. E poi un’altra grande manifestazione europea in maggio ad Atene. 
Ma la prima iniziativa unitaria di larga convergenza europea sarà lo sciopero generale e le mobilitazioni contro l’austerità in tanti paesi europei il 14 novembre.

Durante i quattro giorni la Fortezza da Basso di Firenze è diventata scrigno di “un’altra Europa”, l’Europa delle buone pratiche e dell’uguaglianza, l’Europa dell’acqua bene comune e della condanna di una “società ormai mercificata”, l’Europa contro l’Alta Velocità e a favore dell’ecosostenibilità. Nelle giornate di sabato e domenica si sono ritrovati decine di giovani precari provenienti da tutta Italia per la campagna “Io voglio restare”, l’appello che intende stimolare i giovani a restare in Italia anziché emigrare all’estero per cercare lavoro. E’ stata poi presentata la campagna ‘L’Europa sono anch’io’, il progetto di raccolta di un milione di firme in sette nazioni europee per far sì che l’Europa e i loro Paesi ratifichino la Convenzione dell’Onu sui diritti dei migranti. E’ nata poi la Rete Europea delle Donne, un network che, oltre a rivendicare il ruolo delle donne come protagoniste nella vita sociale, politica e lavorativa, lancia un allarme contro la crisi del debito dei Paesi europei, che le costringe ad “accollarsi enormi quantità di lavoro gratuito per sopperire alla mancanza di welfare”. Da qui l’idea di fare del prossimo 8 marzo una giornata europea di mobilitazione contro le politiche di austerity. Si è costituita la rete ‘Spazi liberati’, un gruppo di 17 organizzazioni di base attive in Toscana che farà “politica dal basso”, e la ‘Rete europea degli economisti progressisti’.
Centinaia gli incontri che si sono tenuti durante la quattro giorni, dove a partecipare è stato un pubblico piuttosto eterogeneo, composto da molti giovani e anche da molti nostalgici del Social Forum del 2002. Tra gli ospiti l’attivista indiana Vandana Shiva, il padre comboniano Alex Zanotelli, il segretario della Fiom Maurizio Landini, l’economista franco americana Susan George, l’attivista no global Luca Casarini. (js)

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