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Camminare per fede e non solo: sono 600 mila i professionisti dell'escursionismo

Sono per lo più single e donne tra i 40 e i 50 anni, che una volta l'anno partono a piedi almeno per una giornata, se non per una vacanza vera e propria, che va dal fine settimana ai 21 giorni

29 gennaio 2013

MILANO - Non ci sono solo i 24 mila italiani che negli ultimi due anni hanno intrapreso il Cammino per eccellenza, quello per Santiago di Compostela: secondo i professionisti dell'escursionismo sarebbero almeno 600 mila i camminatori abituali nel nostro Paese: sono per lo più single e donne tra i 40 e i 50 anni, che una volta l'anno partono a piedi almeno per una giornata, se non per una vacanza vera e propria, che va dal fine settimana ai 21 giorni. “Una volta si camminava solo per stare all'aria aperta, oggi si cammina per aprirsi alla conoscenza di un territorio e alla relazione con le persone”, dice Alessandro Vergari, guida e autore di “Social trekking”, un libro in uscita per Terre di mezzo Editore ma soprattutto un nuovo fenomeno che appassiona gli italiani, come racconta “Cambio di passo”, la storia di copertina di Terre di mezzo-street magazine di febbraio. “Non solo un nuovo modo di camminare -riprende Vergari-, ma un vero e proprio stile di vita”.
 
È con questo spirito che sono nati trekking-evento dedicati all'impegno politico come “Cammina cammina”, la marcia realizzata nel 2011 da Milano a Napoli per riflettere sui 150 anni dell'Unità e come “Stella d'Italia”, che nel 2012 ha fatto convergere verso l'Aquila migliaia di persone da Venezia, Genova, Taranto e Messina, incamminate sui sentieri degli antichi pellegrini per un lungo percorso o per un breve tratto, con l'intenzione di “ricucire con i nostri passi un Paese sempre più disunito e devastato”. Due eventi realizzati da “Tribù d'Italia”, un comitato spontaneo di cittadini nato nel 2009, che per il 2013 sta pensando a “Freccia d'Europa”, una marcia da Mantova a Strasburgo lungo la Via Francigena, per invitare i cittadini del Vecchio continente a una maggior partecipazione alla vita politica e sociale. Ma “Social trekking” è anche quello di Cammino possibile -l'associazione che porta sulle vette degli Appennini anche gli escursionisti con disabilità, grazie a una speciale portantina inventata da un alpinista francese, la joelette- e di Sassi e Murgia, organizzazione che organizza escursioni per non vedenti e non udenti a Matera e dintorni.
 
Ma il camminare ha assunto anche un importante ruolo educativo, ormai riconosciuto anche dalle istituzioni: “Abbiamo appena siglato un protocollo triennale con il Ministero dell'Istruzione per diffondere la cultura del camminare nelle scuole italiane”, rivela Paolo Piacentini di Federtrek. “Noi invece portiamo in escursione già 8mila studenti ogni anno”, aggiunge Gianluca Migliavacca di Trekking Italia. E a fine maggio partirà la seconda edizione del pellegrinaggio per detenuti lungo la via Francigena: due gruppi di 8 persone, composti da guide e carcerati di Rebibbia, si metteranno in marcia verso Roma partendo da Radicofani (Si) e Montecassino (Fr). (ar)

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