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Domani è la Giornata del fiocchetto lilla, dedicata ai disturbi alimentari

Secondo la Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare sono la prima causa di morte per malattia tra le italiane tra 12 e 25 anni. Gli esperti: “Riconoscere bisogni ed emozioni e non colpevolizzare” è utile per la prevenzione

14 marzo 2013

ROMA – Domani è la Giornata del “fiocchetto lilla”, la giornata nazionale dedicata ai disturbi del comportamento alimentare. L’iniziativa nasce per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tipo di disturbi che – secondo i dati diffusi dalla Sisdca, Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare – colpiscono oggi tra le 150 e le 200mila donne solo in Italia e rappresentano la prima causa di morte per malattia tra le giovani italiane di età compresa tra i 12 e i 25 anni. In questo quadro sconfortante, “qualcosa è possibile fare fin dall’infanzia” afferma lo psicoterapeuta Giovanni Porta, esperto in relazioni d’aiuto. “Aiutate vostro figlio, quando è piccolo, a dare un nome alle sue emozioni e ai suoi bisogni – afferma lo psicologo -: gli consentirà progressivamente di riconoscere autonomamente i suoi bisogni ed emozioni, e provare a soddisfarli lui stesso, se possibile, oppure chiedendo aiuto a qualche adulto”. Importante dunque “l’accudimento emotivo e non solo fisico”, ed “educare al contatto con le emozioni”.
 
Altro consiglio, “non colpevolizzate”. Dice l’esperto: “Indurre senso di colpa è potenzialmente molto distruttivo per l’autostima della persona. Di fronte ad un mancato accoglimento dei propri vissuti emozionali, le persone che poi svilupperanno un disturbo anoressico prendono le distanze dal mondo emotivo, si convincono di dover fare “da sole”, e divengono rigide e perfezioniste, mentre le persone che svilupperanno caratteristiche bulimiche – non avendo sperimentato nessuna forma di accoglienza e gestione dei propri vissuti spiacevoli – risolvono questi stati d’animo abbuffandosi in maniera incontrollata, e cercando in questo modo sollievo a stati che non riescono a gestire”. Altro consiglio ai genitori è quello di “accogliere la rabbia dei figli senza giudicare”. Spiega Porta: “La rabbia più profonda è però quella generata da un miscuglio di tristezza e impotenza. Quest’ultimo tipo di rabbia è molto evidente nelle anoressiche, le quali hanno visto per anni frustrati i propri bisogni di accoglimento e comprensione, avendo di fronte genitori poco empatici e interessati per lo più a sbrigare bene il compito del loro accudimento fisico. Col tempo, essendo che, in età infantile, non è possibile odiare consapevolmente le persone dalle quali si è dipendenti per sopravvivere, esse rivolgono questo profondo odio contro se stesse in maniera non consapevole, generando sintomi anche gravi, che possono mettere a rischio la loro vita. In pratica, avendo rinunciato ad essere emotivamente nutrite, si accontentano come impone il costume familiare di salvare le apparenze, ricercando l’approvazione altrui invece dell’affetto”.
 
Il quarto punto dello psicologo in occasione della Giornata del fiocchetto lilla è questo: “Cercate di rassicurare le paure, non di generarle”. Afferma l’esperto: “Le figure genitoriali di molte bulimiche generano spesso confusione, in quanto alle volte sono rassicuranti e disponibili, altre volte invece sono loro a generare paura, attraverso comportamenti inappropriati o violenti, oppure perché sono in preda a paure proprie che passano alle figlie. Anche se siete genitori, non è detto che non abbiate paura o sconforto, non c’è nulla di male. Non dimenticate però di nutrirvi, e costruire per voi stessi un posto dove essere rassicurati, se necessario, e nutriti. Questo posto può essere la relazione col partner, con gli amici, con altre figure di riferimento. Se non avete nessuna di queste persone – prosegue - chiedete l’aiuto di un professionista, ma non lasciate che le vostre collere e le vostre paure pesino sui vostri figli, soprattutto quando sono piccoli. I bambini sono come spugne, e assorbono tutto quello che c’è in casa.. Se pensate di essere in questa situazione non dimenticate di farvi aiutare da qualcuno fidato, all’occorrenza, prima di dedicare tempo ai vostri figli”. (ep)

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Tag: disturbi alimentari

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