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Nuovi disturbi alimentari: dipendenti dal bio o con la sindrome del palestrato

Parla Emilio Franzoni dell'Ospedale Sant'Orsola di Bologna, uno dei maggiori esperti in Italia. In 9 casi su 10 sono donne. ''I casi che si rivolgono a noi sono gravi, c'è anche chi non beve più e il ricovero è d'obbligo''

29 aprile 2013

BOLOGNA  - Sono 381 i pazienti che nel 2012 sono stati assistiti dal professor Emilio Franzoni e dalla sue equipe del reparto di Neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Sant'Orsola di Bologna. In 9 casi su 10 si tratta di donne, ''ma pensi che 20 anni fa quando abbiamo iniziato i maschi erano solo il 2 per cento. Per questo i disturbi  del comportamento alimentare di cui ci occupiamo noi sono definiti patologie psicologiche, biologiche e sociali. Molto dipende dall'ambiente che si ha attorno, dalla famiglia, dagli amici”. Nel 2012 i ricoverati sono stati 35, tutti in condizioni gravi o gravissime. “Tecnicamente stanno o sotto o sopra un certo indice di massa corporea, si tratta solitamente di persone anoressiche che non mangiano, o persone in grave sovrappeso”, spiega Franzoni. A prendersi cura di loro uno staff composto da una neuropsichiatra, uno psicologo e un dietista. Così anche per l'ambulatorio dedicato ai disturbi alimentari (Dca) e la sezione del day ospital, che ha accolto nel 20012 40 ragazze e ragazzi tra i 18 e i 24 anni. Difficile dire se i casi stiano aumentando. “Purtroppo non disponiamo di studi epidemiologici d'area – spiega Franzoni – Mi rendo conto però che le persone sono tante, perché è impossibile dire di sì a tutti quelli che mi chiamano. Solo oggi ho messo in attesa due ragazze di Bologna, una della Calabria e una delle Marche. Sia chiaro, chi non viene in reparto è indirizzato in medicina interna. I casi che si rivolgono a noi sono gravi, c'è anche chi non beve più e il ricovero è d'obbligo”.

Quello di Bologna guidato dal professor Franzoni è uno dei pochi centri in Italia che si occupano nello specifico di adolescenti, in Italia ce ne sono altri 4. Per il 2014 sarà ultimata sempre a Bologna la costruzione di una struttura convenzionata con la regione Emilia Romagna e che darà ospitalità agli over 24. “Un'ottima notizia, non interveniamo sopra i 24 anni e le ragazze che si rivolgevano a noi erano costrette ad andare altrove, cambiando anche città. Adesso potranno restare a Bologna”. Al Sant'Orsola il reparto di Franzoni può contare su 6 posti letto, con camerette da 2 letti e bagno privato. Il tasso di guarigione si aggira sul 50 per cento, con una permanenza media in reparto di 3 mesi. “In realtà inizialmente le percentuali sono più alte, ma c'è tutta la fase del cosiddetto follow up. Seguiamo il paziente per anni e purtroppo capita ci siano delle ricadute. Il 50 per cento è un dato realistico”.

Franzoni ha anche parole per la drunkoressia, invenzione mediatica data dalla combinazione della parola anoressia e del termine inglese drunk, ubriaco. “L'ho sentito per la prima volta settimana scorsa in televisione. Che gli adolescenti bevano molto è risaputo; e sicuramente esisterà chi, anoressico, rinuncia alle calorie durante il giorno per poi compensare con l'alcol di sera, ma io di casi del genere non ne ho mai visti. Fra poco uscirà il Dsm 5, la nuova edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, e sono sicuro che di drunkoressia non ci sarà traccia. Invece esistono, perché sono gruppi significativi, i bigoressici, e cioè coloro che hanno la patologia del palestrato, persone che vogliono un corpo scultoreo e assumono solo proteine, magari accompagnate da ormoni. Poi ci sono gli ortoressici, che non mangiano altro che cibi bio e dedicano alla questione un'attenzione abnorme”. (giovanni stinco)

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Tag: Kyenge, disturbi alimentari

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