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Cie, nessuna trasparenza sui costi. E mancano lenzuola, coperte e servizi

Rapporto Medu. Sulle spese esistono soli dati frammentari. E le condizioni di vita all'interno dei Centri peggiorano a causa dei tagli nei bilanci. “Uno strumento di contenimento sociale”, come lo erano i manicomi

13 maggio 2013

ROMA - Secondo il dato riportato da Redattore Sociale (fonte ministero dell’Interno), nel 2011 la spesa complessiva per la sola gestione dei servizi in tutti i centri di identificazione ed espulsione italiani è stata di 18,6 milioni di euro. Ma nessuno conosce il costo reale delle strutture, perché vanno sommate le spese per il costo degli agenti e dei militari che operano nei Cie e quelle per la manutenzione ordinaria e straordinaria dopo le rivolte. Una stima della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa parla di 55 milioni di euro annui, ma non considera le cifre per il personale di pubblica sicurezza impiegato nei centri.
 
Anche il team di Medici per i Diritti Umani denuncia l’opacità su questo aspetto della detenzione amministrativa che non permette di calcolare il rapporto fra i costi e l’efficienza del sistema delle espulsioni dei migranti irregolari. I dati riportati nella ricerca “Arcipelago Cie” sono frammentari. I lavori di ristrutturazione del solo Cie di Gradisca d’Isonzo sono costati nel 2011 quasi un milione di euro. Le Misericordie d’Italia hanno vinto l’appalto per il centro di Crotone con l’offerta in assoluto più bassa: 21,42 euro. A questo proposito la maggior parte degli enti gestori intervistati ritiene impossibile assicurare i servizi minimi con le nuove riduzioni di budget. “In queste condizioni rimane solo la gabbia” è stato il commento di un direttore di Cie. In effetti, nei Cie di Modena, Bologna, Crotone e Trapani – dove le nuove convenzioni sono già operative – è stato riscontrato “un livello di servizi assolutamente non sufficiente” e, nel caso di Bologna e Trapani, addirittura “una grave carenza nella fornitura di beni di prima necessità”. A Modena, Bologna e Trapani, gestiti dal consorzio Oasi con meno di 30 euro, si sono più volte verificati ritardi nei pagamenti delle mensilità agli stessi dipendenti. “Sembra così che i drastici tagli nei bilanci, insieme al prolungamento dei tempi massimi di trattenimento a 18 mesi, siano tra i principali fattori che hanno contribuito ad accrescere la tensione nei centri e a peggiorare ulteriormente le condizioni di vita dei trattenuti nel corso dell’ultimo anno” afferma il Medu.
 
Gli standard di erogazione di tali servizi sono apparsi non omogenei tra i vari centri e nel complesso insoddisfacenti. “In alcuni centri non sembrano essere assicurati neppure alcuni elementari servizi alla persona né la fornitura di beni essenzialisi legge nel rapporto -Manca o è del tutto inadeguato il servizio di barberia nei centri di Trapani, Lamezia Terme e Torino. Sconcertante a questo proposito la soluzione escogitata al Cie di Lamezia Terme, dove in assenza di un servizio barberia, l’ente gestore obbligava i trattenuti a radersi in una cabina a forma di gabbia, costruita all’uopo per prevenire eventuali atti di autolesionismo”. Nel Cie di Bologna è stata rilevata una grave carenza nella fornitura di vestiario, lenzuola, coperte e prodotti per l’igiene personale; a Trapani è apparso del tutto insufficiente il servizio di lavanderia e il ricambio della biancheria. Sebbene la maggior parte dei centri collabori con organizzazioni del territorio ed enti di tutela, i Cie di Gradisca d’Isonzo, Lamezia Terme e Crotone permangono impermeabili all’esterno in una condizione di isolamento dal territorio che le ospita. Positiva nei Cie del centro nord è la presenza dei Garanti dei detenuti che visitano con una certa regolarità i centri di Bologna, Modena e Roma.
 
Il regolamento interno, un documento essenziale per conoscere diritti e doveri dei trattenuti non viene consegnato ai migranti nei centri di Modena, Roma, Crotone, Trapani e Caltanisetta. Nel centro di Ponte Galeria un volantino informativo viene affisso nei locali dei servizi dell’ente gestore: una soluzione che non pare favorire in alcun modo la fruibilità da parte dei trattenuti. A Lamezia Terme il documento informativo mostrato dall’ente gestore risultava non aggiornato e contenente informazioni erronee su aspetti importanti come il tempo massimo di trattenimento. A Caltanisetta, i responsabili dell’ente gestore hanno dichiarato addirittura di non essere al corrente di dover disporre di documenti di questo tipo da consegnare ai trattenuti. 
 
Il sistema dei Cie si dimostra fallimentare nel contrasto dell’immigrazione irregolare, ma comporta un “alto costo umano” e un costo economico spropositato rispetto ai modesti risultati conseguiti.  “A quindici anni dalla loro istituzione, i Cie si confermano dunque strutture congenitamente incapaci di garantire il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali della persona- conclude il Medu - Di fatto la funzione degli entri gestori sembra limitarsi a quella di ruote più o meno efficienti all’interno di un iniquo ingranaggio – quello dei centri di identificazione ed espulsione – del quale non sono in grado di modificare, se non in modo alquanto marginale, le criticità di fondo”.
 
In realtà, secondo “Arcipelago Cie” il trattenimento nei Cie non risponde agli scopi dichiarati - ossia l’identificazione e l’effettiva espulsione dei migranti in condizione d’irregolarità – ma piuttosto “alla necessità della punizione” e “alla segregazione di individui considerati socialmente indesiderabili”. Sarebbero dunque “uno strumento di contenimento sociale” come lo erano i manicomi. Un sistema che serve non tanto ad identificare ed espellere quanto piuttosto a sorvegliare e punire. Medici per i Diritti Umani ritiene che il sistema “non sia riformabile” e chiede dunque: la chiusura di tutti i centri di identificazione ed espulsione attualmente operativi in Italia, in ragione della loro palese inadeguatezza strutturale e funzionale; la riduzione a misura eccezionale, o comunque del tutto residuale, del trattenimento dello straniero ai fini del suo rimpatrio. (rc) (vedi lanci successivi)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Cie

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