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“Difendiamo il sistema nazionale anti-tratta”: petizione on line

Per il 2014 previsto un finanziamento di 3,8 milioni a fronte degli 8,8 di quest’anno. La richiesta al ministro Idem: "Siano recuperati i fondi idonei”. Tra i promotori Legacoop Sociali e la Comunità San Benedetto al Porto di Genova

30 maggio 2013

ROMA – “Siamo fortemente preoccupati che il lavoro svolto da tutti noi, con passione e impegno in questi anni, vada perduto. Le chiediamo di porre in essere tutte le azioni necessarie affinché vengano recuperati i fondi idonei al sostegno del sistema nazionale anti-tratta nel suo complesso”. Così scrive al ministero Josefa Idem una rete informale di associazioni e cooperative che si occupano di lotta al traffico di esseri umani e di inclusione sociale e accompagnamento all’autonomia delle persone vittime di tratta - tra queste Lega Coop sociali e la Comunità di San Benedetto al porto di don Andrea Gallo - lanciando una petizione on line per difendere il sistema nazionale contro la tratta degli esseri umani, oggi fortemente compromesso. “Vogliamo portare alla Sua attenzione la grave situazione in cui versa il sistema nazionale anti tratta – scrivono i promotori - perché sentiamo vicina la sua modalità di pensare la politica e l’impegno sociale e civile in questo frangente storico che vede l’Italia costantemente in affanno nell’affrontare gravi condizioni di recesso culturale”.
 
Lavoro insieme. La rete, viene spiegato, lavora in sinergia con enti pubblici e privati in un’ottica propositiva ed evolutiva della programmazione del sistema nazionale anti tratta e, in particolare, in questi anni, ha lavorato sempre in stretta collaborazione e sintonia con il Dipartimento delle Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha consentito la necessaria continuità di attenzione politica e lo stanziamento delle risorse necessarie al sostegno del “sistema nazionale anti tratta”.
 
Tagli pesanti. Ci siamo permessi di scrivere perché, per la prima volta, tutto il sistema è messo fortemente in discussione. La grave crisi che colpisce il Paese ed i tagli che da essa sono derivati, ha fatto sì che per l’anno 2014 sia previsto un finanziamento di circa 3.800.000 a fronte di quello previsto per quest’anno di 8.800.000 euro. Un taglio pesante che finirà per incidere sulla tutela delle vittime di sfruttamento e tratta, non garantendone l’accesso ai programmi di assistenza e integrazione sociale previsti dall’art. 18 del Testo Unico sull’immigrazione; sul contrasto ai fenomeni criminali dello sfruttamento e della tratta; sull’offerta di opportunità di inclusione sociale e lavorativa per vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, grave sfruttamento lavorativo, accattonaggio, grave violenza e matrimoni forzati. Una cifra, dunque, che evidentemente non potrà più sostenere il “sistema anti tratta” a livello nazionale. Ciò metterà a dura prova l’uniformità nazionale del sistema stesso, rischiando di provocare gravi danni soprattutto alle persone vittime di tratta (più di 20.000 in questi anni hanno trovato protezione e sostegno all’emancipazione grazie agli interventi in cui i nostri enti e soggetti sono stati coinvolti). 

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