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Centri antiabuso, in Veneto si cambia

L’annuncio dell’assessore regionale alle Politiche sociali, Sernagiotto. I 5 centri provinciali saranno sostituiti da due èquipe specialistiche interprovinciali: la prima sarà costituita a Padova, la seconda a Treviso

04 giugno 2013

VENEZIA – Cambia il modello di protezione all’infanzia in Veneto e si riorganizza la gestione dei servizi antiabuso. Lo annuncia l’assessore regionale alle Politiche sociali Remo Sernagiotto, che manda in archivio i 5 centri provinciali. Al loro posto l’assessore ha dato mandato alle Ulss di costituire due équipe specialistiche interprovinciali che saranno di riferimento per tutto il Veneto già dal secondo semestre dell’anno. La prima sarà costituita a Padova nell’Ulss 16 e sarà di riferimento anche per le province diRovigo, Vicenza e Verona, mentre la seconda sarà ospitata nell’ULSS 9 di Treviso e sarà il riferimento anche per Venezia e Belluno. Il finanziamento per consentire l’operazione di riorganizzazione sarà di 400 mila euro. Per quanto riguarda gli interventi di presa in carico dei minori, saranno di competenza dei servizi dell’area sociosanitaria competente delle singole Ulss.
“Ringrazio i centri provinciali per lo straordinario lavoro svolto in questi anni – commenta Sernagiotto-. Lavoro che avrà modo di continuare in questa nuova cornice organizzativa-gestionale a carattere interprovinciale, con lo scopo di facilitare la fruibilità dei servizi offerti, in termini di sensibilizzazione/informazione/formazione e consulenza ai servizi sociosanitari e valutazione diagnostica”.

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