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“Cartoline dall’Italia”, gli immigrati si raccontano

Sono 15 i microdocumentari già realizzati, ma il progetto continua. Il regista è Massimo Garlati-Costa, titolare della casa diproduzione Raja Films: "Grandi storie della gente 'comune' che offrono spaccati di puro eroismo sociale"

12 giugno 2013

ROMA - Far conoscere la vita e la cultura di alcuni migranti che hanno scelto l’Italia come loro nuova patria e veicolare una nuova immagine degli stranieri, presentandone le storie con un taglio al di fuori della retorica, condito con un pizzico d’ironia. È questo l’obiettivodel progetto video “Nuovi italiani. Cartoline dall’Italia” avviato nel 2010 come documentario per la televisione e realizzato da Massimo Garlati-Costa, regista friulano, titolare della casa diproduzione Raja Films. L’opera ha vinto il Concorso Pluralia 2013 come miglior audiovisivo di comunicazione sociale al Festival internazionale del cinema documentario “PremioMarcellino De Baggis” di Taranto, risultando la più votata dal pubblico del web. Bernard Yao Della, originario della CostaD'Avorio, il croato Tomislav Colar, Aoy Lamduan Nopamas della Thailandia, FrrokXhaferraj e Vera Bacaj albanesi, JB Paca dell'Angola, Gianni Lutumba Mbabu originario del Congo, Ilona, Victor e Svitlana Shmakova dell'Ucraina, Ina Ceresau-Invanciuc della Moldavia, Zoubir Fellah dell'Algeria e Naiane Beltramidel Brasile, sono alcuni dei volti ritratti, cittadini che hanno scelto di vivere in Italia e di raccontare alla telecamera le loro personali esperienze di vita, dalle vicende familiari ai motivi che li hanno spinti a una scelta di emigrazione. Gli immigrati che hanno aderito all’iniziativa sono stati contattati attraverso associazioni impegnate nel campo del sociale e con il passaparola, provengono principalmente dall'Europa orientale, dall'Africa, dall'Asia e dal Sudamerica.  

"Le difficoltà incontrate nel coinvolgere gli sponsor, sia pubblici che privati e soprattutto la riluttanza dei canali televisivi nazionali a collaborare, sia alla realizzazione che alla distribuzione di un documentario sull'immigrazione, ci ha spinti a pensare in modo diverso e, crediamo, innovativo - spiega Massimo Garlati-Costa - Dopo dueanni di lavoro nel 2012 abbiamo presentato una serie di micro documentari di tre minuti pensati appositamente per il mondo del web 2.0. I video ritrattisono una sorta di cartoline dell'Italia degli anni duemila, in cui gli immigrati o meglio i ‘nuovi italiani’ si raccontano in modo agile, veloce, controcorrente e soprattutto vero". 

"Come casa di produzione audiovisiva crediamo fermamente nelle storie di vita, nelle piccole, grandi storie della gente 'comune' che molte volte la ricerca ossessiva di celebrità dei nostri network non considerano interessanti, ma che in realtà, offrono spaccati di puro eroismo sociale - continua Garlati-Costa - l'immigrazione è un argomento che merita molta attenzione e che purtroppo in Italia non è mai stato affrontato in maniera adeguata dalle istituzioni. E' indicativo che 'Nuovi Italiani, cartolinedall'Italia' abbia avuto la sua anteprima in un festival a Bruxelles. Sono una quindicina di ritratti ma lo scopo è di continuare a realizzarne molti altri, abbiamo appena filmato una serie di interviste a giovani rifugiati africani e vogliamo creare una sorta di archivio di testimonianze di vita. Ritratti che potrannoessere visti anche fra qualche decennio e che molto ci racconteranno su comeera il nostro paese agli inizi del duemila. Il progetto continuerà a crescere ead arricchirsi di nuove storie, svolgendo una funzione di testimonianza socialedel nostro tempo".  Attualmente la casadi produzione sta lavorando ad altri documentari che raccontano situazioni didisagio come "Diversamente studenti", universitari con disabilità che quotidianamente lottano per il diritto di studio.  

Tutti i video partono da un’idea, ma poi vengono plasmati dalla vita delle persone, perché imprevedibili sono le vicende e la loro forza. Le riprese sono state realizzate a casa o nei luoghi dove gli intervistati si potevano trovare a proprio agio. “Passavamo varie ore con loro per creare un clima disteso e di fiducia che permettesse un'intervista esaustiva e rilassata – spiega Garlatti-Costa -  Gli immigrati sono sempre stati molto disponibili e aperti, hanno sempre dimostrato una grande voglia di raccontarsi e finita l'intervista volevano che anche i loro amici o parenti facessero parte diquesto progetto”.  I video sono stati caricatisulla pagina facebook, sui canali online vimeo e  youtube. "C'è un po' di tutto – conclude Garlati-Costa  - c'è la vita di persone che si sono messe ingioco e che volenti o nolenti, hanno dovuto reinventarsi in un nuovo paese. Ogni ritratto presenta un aspetto particolare dell'emigrazione, il dolore dellamadre per i figli lasciati al paese d'origine, la voglia di tornare perinsegnare quanto appreso, l'orgoglio per aver saputo mantenere una famigliaintera con il lavoro fatto in Italia. Ogni storia è un universo".  (slup)

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