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“Maccarò”, la prima pizzeria sociale del centro storico di Napoli

BELLE IMPRESE. Darà lavoro a 18 donne, italiane e immigrate, del quartiere Forcella che hanno seguito un percorso formativo per diventare cuoche, una possibilità di riscatto e una scelta di vita alternativa a quella criminosa

24 giugno 2013

NAPOLI – Apre a Napoli “Maccarò”, il ristorante-pizzeria sociale per il reinserimento lavorativo delle donne di Forcella. Inaugurato oggi in via Pietro Colletta 45, il locale è nato nell’ambito del progetto “…Ieri, oggi e domani”, un corso di formazione che ha permesso a 18 donne (immigrate e napoletane) del quartiere di formarsi in diverse aree: catering/ristorazione, riciclaggio dei rifiuti, servizi socio-assistenziali. Le donne saranno poi assunte con contratto a tempo indeterminato o, in alternativa, sostenute in un percorso di auto-impresa in uno dei settori in cui si sono formate. L’idea, spiegano i promotori, parte dalla considerazione che ancora oggi esista un’evidente differenza di genere nel rione Forcella, per cui le donne sono viste in una posizione subalterna rispetto alla figura maschile e non possono per questo motivo esprimere pienamente le loro potenzialità, in particolar modo nel lavoro. È in quest’ottica che nasce “Maccarò”, dove 18 donne del quartiere hanno seguito un percorso formativo per diventare cuoche, dimostrando un’autonomia tale da permettere loro una scelta di vita alternativa a quella criminosa.

Capofila del progetto, cofinanziato dalla Fondazione Enel Cuore e dalla Fondazione con il Sud, è l’associazione Ariete, i cui partner sono le cooperative sociali Meti e Ambiente Solidale, l’associazione per la tutela degli Immigrati Anolf e l’impresa O’ Munaciello. Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti: Alessandra Clemente, assessore alle Politiche giovanili del comune di Napoli, il presidente della cooperativa Meti Mario Massa, la presidente dell’associazione Ariete Anna Torre. Testimonial dell’evento gli attori Rosaria De Cicco e Lino D’Angiò. Per Massa “L’obiettivo del progetto è creare occupazione per le donne del territorio. A cinque di loro è stata data un’opportunità grazie al ristorante-pizzeria sociale Maccarò. Si tratta di donne che sono le mamme dei ragazzi che, dal 2004, come cooperativa Meti seguiamo in un bene confiscato al clan Giuliano. Sono tutte donne provenienti da situazioni familiari cosiddette difficili che ora potranno avere una concreta possibilità di riscatto e non la solita forma di assistenzialismo”.

“Impastiamo insieme – ha detto l’assessore Clemente – nel senso che Maccarò diventi un modello che possa parlare agli altri come risorsa e non come un problema da gestire. A Forcella vi sono antiche tradizioni come la pizza, che attraverso queste donne imprenditrici devono continuare ad essere tramandate ai giovani”. Impegnate a servire in sala e a preparare i piatti tipici della tradizione culinaria partenopea Patrizia, Rosaria, Enza, Carmela e Concetta provengono tutte da contesti difficili: mariti pregiudicati o ammazzati dalla camorra e due o tre figli da crescere. Una addirittura, a soli 41 anni, è già nonna di un nipote di 2 anni. Ma grazie al progetto hanno un sogno che presto tramuteranno in realtà, come raccontano loro stesse: creare una cooperativa nel settore della ristorazione tutta, naturalmente, al femminile. (mn)

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