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Napoli combatte la disoccupazione con la "cucina per bambini"

La città combatte la disoccupazione recuperando la sua arte principale, la cucina, e puntando sui bambini. È il progetto "Le cucinelle", un corso di educazione alimentare per l'infanzia destinato a disoccupati, sottoccupati e immigrati

28 giugno 2013

Roma - Napoli combatte la disoccupazione recuperando la sua arte principale: la cucina, e puntando sui bambini. È il progetto 'Le cucinelle', un corso di educazione alimentare e di cucina per l'infanzia destinato a disoccupati, sottoccupati e immigrati.

"La Campania ha il triste primato di regione europea con la piu' alta obesita' infantile- ricorda Maurizio Braucci l'organizzatore dell'iniziativa - il 49% dei bambini qui sono obesi o in sovrappeso (piu' del doppio che in Val D'Aosta) contro una media nazionale del 32%". Un fenomeno causato anche "dalla perdita della cultura alimentare tradizionale, specie tra le famiglie dei ceti medio bassi", e aggravato dalle "strategie di marketing delle aziende alimentari- prosegue il responsabile- che puntano molto sui bambini per far girare la macchina dei consumi, fornendo loro prodotti altamente calorici e spesso di cattiva qualita', seppure studiati per essere di grande appetibilita'".

Per reagire, quindi, al picco di disoccupazione femminile, che secondo Confartigianato si attesta al 74,6% delle donne campane, e a quella giovanile, ferma al 51%, la citta' partenopea propone di "potenziare le capacita' culinarie di 8 persone, raffinandole e indirizzandole ad un uso professionale per consentirgli di affacciarsi sul mercato del lavoro con la competenza di 'cuoco/a per bambini', certificata da un attestato di frequenza e di formazione con il sostegno della Asl Na 1".

Il progetto e' iniziato a maggio e si concludera' stasera. "Il gruppo e' formato da sette donne e un ragazzo di Montesanto, Vincenzo, la cui unica e attuale occupazione e' aiutare il parroco della zona", ha spiegato Paola Iaccarino Idelson, biologa nutrizionista e specialista in Scienza dell'alimentazione. Ma Vincenzo e' un giovane obeso, come la maggior parte dei partecipanti al corso: "Come Argentina, una donna Rom di 38 anni che vive a Scampia da 16 anni. Obeso come Melina, di Piazza Mercato- sottolinea la referente Crescere Felix per l'Universita' degli Studi Federico II- anche lei di 38 anni, separata, disoccupata e con 2 figli altrettanto obesi, in cura farmacologica al policlinico. Poi c'e' Rosmery, colombiana, approdata a S. Giorgio a Cremano per un amore ormai finito. E ancora ci sono Melissa, giovane mamma di Santo Domingo; Cristina, una ragazza napoletana; Rosaria di Montesanto, badante di 56 anni e mamma di 5 figli; e infine Anna, un'amica di Melina".

Queste otto persone, retribuite con una paga di 6 euro l'ora, sono state impegnate in 18 incontri, da 150 minuti l'uno, sulla teoria dell'alimentazione, con prove pratiche di cucina creativa, ricette per bambini, nonche' una lezione sulla creazione e la promozione di attivita' d'impresa tenuta da Daniela Chichota, managing director di DevOnD srl.

I partecipanti che "decideranno di creare in seguito un'attivita' commerciale, per la creazione di un logo e di un piano pubblicitario, potranno avvalersi gratuitamente dei servizi della Associazione italiana dei progettisti/consulenti del colore (Iacc)". Il corso si e' svolto a Napoli presso la sede dell'asilo 'Lo cunto de li cunti', finanziato "attraverso delle cene di raccolta fondi in cui, dando un saggio della tipologia di cucina insegnata- conclude Braucci- si sono raccolte le adesioni dei sostenitori fino al raggiungimento della cifra necessaria. Ma e' stato organizzato anche un concerto di musica barocca e una piece teatrale (i cui attori e musicisti hanno prestato gratuitamente la loro opera) allo stesso fine". Un progetto dunque autofinanziato e inserito nel circuito web delle produzioni dal basso.

(DIRE)

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