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Famiglia, la delega rimane a Enrico Letta

Parla il nuovo capo del Dipartimento per le Politiche della famiglia, Caterina Cittadino. “Sarà il sottosegretario Patroni Griffi a firmare i nostri atti, ma la delega politica è del premier”. Confermate le adozioni internazionali a Kyenge

04 luglio 2013

boxROMA – “La delega sulle politiche per la famiglia è nelle mani del presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta. Sarà lui a prendere le decisioni sulle politiche della famiglia”. È quanto ha detto il nuovo capo del Dipartimento per le Politiche della famiglia, Caterina Cittadino, a Redattore Sociale. A quasi un mese dal suo insediamento come nuovo capo dipartimento, Cittadino spiega che la delega resterà tra le competenze di Letta, anche se non è detto che in futuro possa passare altrove. “Sarà il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Filippo Patroni Griffi a firmare i nostri atti – ha aggiunto Cittadino - avendo la firma di tutti gli atti amministrativi della presidenza, ma una cosa è la firma degli atti che ha carattere generale per tutta la presidenza, una cosa invece è la delega alle politiche”, che entrerà tra le tante mansioni del presidente Letta.

Una delega che in qualche modo viene messa in risalto, spiega Cittadino, ma che allo stesso tempo richiederà un maggiore impegno da parte del Dipartimento. “Il fatto che sia il presidente del Consiglio dei ministri ad avere la delega dà maggiore risalto alla cosa – aggiunge -. La sua è una figura di raccordo generale e quindi le politiche per la famiglia, che hanno una dimensione assolutamente trasversale, ne acquistano in prestigio. Il presidente del Consiglio, però, ha compiti gravosissimi, di raccordo politico, di rappresentanza all’estero, per cui sarà molto faticoso, ma molto farà la macchina amministrativa di Palazzo Chigi. Ci vuole maggiore fatica e determinazione per portare tutto avanti, però l’argomento è affascinante e lo merita”.

Collegata alle politiche per la famiglia anche il tema conciliazione dei tempi di cura e di lavoro. Anche se in un primo momento si era pensato di sganciarle dalla delega alle Politiche della famiglia  (alcune indiscrezioni parlavano di una delega da affidare all’ex ministro Josefa Idem) la conciliazione resta al Dipartimento per le Politiche della famiglia. “Il presidente del Consiglio non ha attribuito la delega a nessun altro – spiega Cittadino -, nella delega per la famiglia è compresa anche la conciliazione dei tempi di cura e di lavoro”. Cittadino, infine, conferma le notizie che davano per certa la delega per le adozioni internazionali alla ministra per l’Integrazione, Cécile Kyenge. “La delega politica per le adozioni internazionali è andata alla ministra Kyenge, ma la commissione resta sempre sotto il Dipartimento per le Politiche della famiglia”. (Giovanni Augello)

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