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Al via il campo di solidarietà con i braccianti Sikh

Parte oggi (fino al 4 agosto) l'iniziativa che impegna volontari e studenti italiani e stranieri nel supporto dei braccianti Sikh dell’Agro Pontino. Un'esperienza per promuovere solidarietà, dialogo interculturale e dare un contributo a migliorare le condizioni di vita

29 luglio 2013

boxROMA - Una full immersion per conoscere da vicino la seconda comunità Sikh più grande d’Italia, che impegnerà volontari nel supporto dei migranti provenienti dal Punjab e nella riqualificazione dei luoghi dove vivono. Nella provincia di Latina, nella suggestiva cornice del Parco Nazionale del Circeo, da oggi, 29 luglio al 4 agosto prende il via il Campo di solidarietà con la comunità Sikh, aperto a studenti universitari italiani e stranieri e ad operatori sociali, per promuovere concretamente solidarietà, cooperazione e dialogo interculturale. Ad organizzarlo In Migrazione Onlus, in collaborazione con il Comune di San Felice Circeo e con il Circolo Larus di Legambiente Sabaudia ed il patrocinio del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (Coris) dell’Università di Roma La Sapienza.

“Si tratta del primo campo di volontariato esperienziale realizzato in Europa”, spiega Marco Omizzolo, responsabile scientifico dell’associazione In Migrazione Onlus e coordinatore di Legambiente per la provincia di Latina. “Attraverso discipline che andranno dall'antropologia alla sociologia, insieme ad un approfondimento sul ruolo della mediazione culturale nella società moderna, consentirà ai partecipanti di approfondire la condizione dei braccianti stagionali nelle campagne dell’Agro Pontino”.

Ricco il calendario della quattro giorni. Previsti seminari di formazione tenuti da Marco Omizzolo, sociologo della migrazione, Giovanni Gioia, segretario provinciale della  Flai-Cgil e da Dhillon Singh, capo della comunità Sikh della provincia di Latina, incentrati sulla metodologia dell’interazione con la comunità originaria del Punjab, la storia del sikhismo e delle migrazioni del popolo indiano nella provincia di Latina.  Ma anche momenti di conoscenza e interazione, presso importanti luoghi di ritrovo  e di culto, come il tempio Gurudwara di Sabaudia, dove saranno consumati insieme alla comunità, i piatti tipici indiani.  Fra gli incontri, quello con Harbajan Singh, responsabile dell’Hangar (cucine collettive). Nel complesso residenziale di Bella Farnia, si svolgeranno attività di volontariato per la riqualificazione ambientale dell’area. 

“Sono circa 400 i Sikh che vivono all’interno, in case fatiscenti di neanche 50 metri quadrati - racconta Omizzolo – dove coabitano fino a tre famiglie al prezzo di 200 euro al mese a persona”. Harjeet Singh, lavoratore indiano di Fondi (LT) e Nanda Singh, delegato Flai-Cgil Sikh analizzeranno invece le dinamiche del caporalato, del lavoro nero, durante un tavolo di discussione indetto dalla Flai-Cgil. 

Fra i contributi multimediali in programma, “Visit India”, presentato dalla regista Patrizia Santangeli. E ancora il documentario “Padrone Buono” e una mostra fotografica di Gabriele Rossi (Agenzia Contrasto), dal 2009 impegnato in diversi progetti sul territorio dedicati allo studio della comunità nella Pianura Pontina. Evento clou dell’iniziativa, sarà il convegno “Volevamo braccia e sono arrivati uomini”, che si svolgerà sabato 3 agosto nel centro storico di San Felice Circeo, durante la V edizione di FestAmbiente Larus, dedicata quest’anno al tema del bracciantato migrante. Coordinerà l’incontro Marco Fratoddi del mensile La Nuova Ecologia, alla presenza del presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, Francesca Pizzutelli, ricercatrice del Segretariato Internazionale di Amnesty International e autrice del rapporto “Volevamo braccia e sono arrivati uomini”. E ancora Don Tonio Dell'Olio, responsabile internazionale di Libera. Infine il presidente di In Migrazione Simone Andreotti e Marco Pacciotti, Coordinatore Forum Nazionale Immigrazione .

 “Vogliamo dimostrare con questa esperienza che il Circeo ha tutte le carte in regola per trasformarsi in un laboratorio virtuoso di accesso ai diritti e integrazione”, ribadisce Marco Omizzolo. “I sikh contribuiscono alla crescita e allo sviluppo di un settore strategico per l’economia laziale. Entrare in connessione con la loro comunità, sensibilizzando sul tema della discriminazione che li opprime, è fondamentale per strappare dall’isolamento tante persone che concorrono al benessere e alla cura di un territorio prezioso”. (Loredana Menghi)

© Copyright Redattore Sociale

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