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Spagna, a Valladolid la prima consigliera comunale con sindrome di Down

Ángela Bachiller ha assunto oggi l'incarico per sostituire un consigliere dimissionario. Era stata candidata per il Partido Popular nelle scorse elezioni municipali di Valladolid, nella regione di Castilla y León, che si sono svolte nel 2011

29 luglio 2013

MADRID. “Il Comune di Valladolid ha da questa mattina il suo primo consigliere con sindrome di Down”. Così inizia sul giornale locale El Norte de Castilla il breve testo che accompagna la fotografia del momento in cui Ángela Bachiller ha assunto l'incarico diventando la prima persona con sindrome di Down in Spagna che ricopre una carica di questo tipo.

box Bachiller occupava il numero 18 nella lista di candidati del conservatore Partido Popular nelle elezioni municipali di Valladolid, nella regione di Castilla y León, che si sono svolte nel 2011. Il PP ottenne 17 consiglieri comunali e ora Bachiller, che lavora come assistente amministrativo nell'Assessorato al Welfare, rimpiazza un consigliere che si è dimesso dopo l’imputazione in un giudizio per concussione e prevaricazione.

“L’inclusione di Ángela Bachiller nella lista del sindaco, Francisco Javier León de la Riva, nelle scorse elezioni fu ricevuta molto bene dalle associazioni di persone con disabilità, che lo vedono come un passo avanti nel cammino verso la normalizzazione”, scrive il Norte de Castilla. Il Comune di Valladolid ha celebrato un consiglio straordinario per l’occasione.

Nei giorni scorsi la notizia della imminente assunzione dell'incarico da parte di Bachiller è stata pubblicata da vari giornali spagnoli. Il quotidiano El Mundo da anche voce a chi crede che sia un fatto positivo ma eccezionale come Agustín Matía, dell’associazione Down España. Matía considera un “paradosso” che una donna con sindrome di Down possa essere consigliere nel comune di Valladolid mentre ci sono “giovani della sua stessa età e stesse condizioni che non hanno diritto a voto”.

“Questa straordinaria notizia per l’integrazione delle persone con disabilità nella vita politica si scontra con la realtà di altri disabili che non hanno diritto a voto. Decine di migliaia. Concretamente, 79.398 persone, secondo i dati della Commissione elettorale centrale”, scrive El Mundo. Il quotidiano spiega che tutti gli spagnoli maggiorenni hanno, in teoria, diritto al voto ma che nel caso dei disabili intellettuali spesso dipende dalla decisione dei giudizi, che devono giudicare caso per caso se sono incapacitati per esercitare il diritto di voto.

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