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Anoressia e bulimia, aumentano i pazienti in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna aumentano i pazienti seguiti dal sistema sanitario per disturbi del comportamento alimentare (Dca). Nel 2010 erano 525, nel 2011 sono arrivati a 547, lo scorso anno hanno raggiunto quota 602

06 agosto 2013

Bologna - In Emilia-Romagna aumentano i pazienti seguiti dal sistema sanitario per disturbi del comportamento alimentare (Dca). Nel 2010 erano 525, nel 2011 sono arrivati a 547, lo scorso anno hanno raggiunto quota 602. A dirlo sono i dati forniti dall'assessorato alle Politiche per la Salute in risposta a un'interrogazione di Giuseppe Paruolo, consigliere regionale pd. Il disturbo piu' diffuso e' l'anoressia: nel 2012 i pazienti sono stati 266 (75 nella fascia di eta' 12-17 anni e 191 nella fascia 18-30 anni), nel 2011 erano 254 (82 i pazienti tra i 12 e i 17 anni e 172 quelli tra i 18 e i 30 anni) e nel 2010 sono stati seguiti 226 persone (68 nella fascia si eta' 12-17 e 158 nella fascia 18-30). In forte aumento i casi di bulimia : nel 2011 99 (9 nella fascia 12-17 anni e 90 in quella 18-30), lo scorso anno 128 (14 pazienti tra i 12 e i 17 anni, 114 tra i 18 e i 30). E ci sono molti i casi tra giovanissimi, ma in forte aumento anche i pazienti tra 18 e i 30 anni.

"I disturbi del comportamento alimentare costituiscono una patologia emergente nella nostra societa', con una diffusione crescente e maggiore di quanto normalmente si ipotizzi, soprattutto nei Paesi industrializzati e con un benessere diffuso quale e' il nostro, e colpiscono in particolare le fasce giovani della popolazione", commenta Paruolo. Il democratico richiama l'attenzione anche sul fatto che "si tratta di patologie grandemente impattanti sia sui soggetti che ne soffrono che sulle loro famiglie, per via dello stigma sociale che suscitano, per la difficolta' di individuare un corretto approccio terapeutico, per l'inadeguatezza diffusa ad affrontare comportamenti che negano alla radice uno degli istinti primari dell'uomo, quello alla sopravvivenza attraverso la nutrizione".

A livello regionale il percorso clinico si e' avviato nel 2000, nel 2004 sono state emesse le prime linee guida e, nel 2009, e' stato avviato un programma triennale per strutturare un team sui Dca nei vari territori regionali, elenca Paruolo parlando anche di risultati "positivi, ma c'e' ancora tanta strada da fare. Ora c'e' un team che sta lavorando sul nuovo Piano triennale regionale 2013-2015. Seguiro' la vicenda, sperando che vengano fatti ulteriori, importanti passi avanti".

In particolare, conclude il consigliere democratico in una nota, credo sia importante aumentare la conoscenza sull'epidemiologia e comprendere meglio gli schemi con cui questa singolare epidemia sta mietendo vittime soprattutto tra i giovani e le giovani".

(DIRE)

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