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Imu e sanatoria New Slot, "grave se fosse approvata"

Matteo Iori del Coordinamento nazionale dei gruppi per giocatori d’azzardo commenta l’idea al vaglio del Consiglio dei ministri di far pagare solo il 25% delle multe comminate dalla Corte dei conti per coprire in parte il mancato incasso dell’Imu. ''Poco lungimirante e scorretto verso chi paga le tasse”

29 agosto 2013

REGGIO EMILIA – “Ridurre le multe alle concessionarie delle New Slot al 25 per cento pur di avere i soldi subito, sarebbe molto grave”. Matteo Iori, presidente del Coordinamento nazionale dei gruppi per i giocatori d’azzardo (Conagga) commenta così l’idea, al vaglio del Consiglio dei Ministri ma non ancora approvata, di una sanatoria per le maxi multe comminate nel febbraio 2012 dalla Corte dei Conti a 10 concessionari di New Slot per recuperare una parte del mancato incasso dell’Imu appena abolita. Stiamo parlando di multe per 2,5 miliardi di euro che, per effetto della sanatoria, si ridurrebbero a poco più di 600 milioni di euro, da pagare entro il 15 novembre. “Se c’è stata una sanzione per motivi che la Magistratura ha ritenuto validi, sarebbe vergognoso ridurla per fare cassa – continua Iori – tanto più per il significato che ha”. Le multe erano state comminate, infatti, per il mancato collegamento delle macchinette alla rete telematica di proprietà dello Stato, gestita da Sogei, e per il mancato rispetto di alcuni livelli di servizio nella trasmissione di dati degli apparecchi di gioco nel periodo 2004-2006.

Caso analogo al Decreto Abruzzo del 2009. “Quest’idea mi ricorda quella attuata dal ministro Tremonti all’epoca del Governo Berlusconi quando vendette 56 mila licenze di videolottery a 15 mila euro l’una con la promessa di far pagare poche tasse – dice il presidente del Conagga – ovvero far pagare un prezzo molto alto subito e poi percentuali molto basse di tasse, dal 2 al 3 per cento”. Una sanatoria per le multe alle New Slot sarebbe, conclude Iori, “un modo di fare cassa che non è rispettoso dei cittadini che pagano le tasse, poco lungimirante perché un domani il governo potrebbe incassare i 2,5 miliardi di euro delle multe, e poco corretto dal punto di vista morale”. (lp)

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